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domenica 7 aprile 2013

Sedie e banchi fatiscenti

Oltre il 70% delle sedie e dei banchi della scuola primaria dell'I.C."Giovanni XXIII" di Monte Sant'Angelo sono ormai fatiscenti e non è certo l'aspetto estetico a preoccupare i genitori degli alunni.
Le sedie hanno sedili e schienali sfibrati e numerose sono le escoriazioni a cui vanno in contro i bambini, specialmente nei periodi più caldi quando si indossano pantaloncini corti e gonne.  
Ovviamente, anche se di minor importanza, non si contano i danni agli indumenti che vengono sfilacciati.
L'iniziativa di protesta dei genitori si è manifestata prima negli organi collegiali di rappresentanza e sta continuando con una raccolta di firme per chiedere al Comune di Monte Sant'Angelo di provvedere per rendere sicuri e decorosi gli arredi della nostra scuola. Dal canto suo la scuola ribadisce che puntualmente si fanno richieste al Comune per provvedere a rifornire di suppellettili e arredi la scuola stessa.
In questo periodo a scuola si parla dell'introduzione di strumenti informatici per l'insegnamento, nuove tecnologie, libro di testo on-line, ma evidentemente a Monte Sant'Angelo non si è in grado di garantire nemmeno le sedie sicure.

mercoledì 27 marzo 2013

"...ma allora non hai capito?!?!"

Se parli con qualcuno che ti ripete tre volte la stessa cosa e poi dice "...ma allora non hai capito?!?!" o lo fa con maleducazione non conoscendo nemmeno la basilare regola del dialogo, oppure con dolo vuole offendere mettendo in rilievo la tua incapacità di capire, l'incapacità di chi per motivi diversi non ha i mezzi comunicativi per capire un discorso logico.
Stamattina mi è capitato ancora una volta di sentirmi ripetere: "...ma allora non hai capito?!?!", e io, pur riconoscendo i miei limiti di comprendonio, "... si ho capito, ma lei non vuol nemmeno ascoltare?!?!".
La realtà è che c'è chi vuole "imporre" un ragionamento con il piglio del comando e se ne frega di quello che pensi, di quello a cui una discussione sana può portare,  verso un avvicinamento di idee.
A questo punto mi devo convincere: è uno/a che non capisce niente e lo dico con il massimo della cognizione!!!

martedì 5 aprile 2011

La scuola di Monte Sant'Angelo tagliata dalla Gelmini con meno docenti e meno classi




Si fanno pesantissimi i danni causati dai tagli alla scuola pubblica montanara dalla riforma Tremonti-Gelmini. Alle riduzioni di personale già avvenute negli scorsi anni, oggi si concretizzano danni ancora più disastrosi.


In questi giorni arrivano alle scuole i dati relativi agli organici e al numero di classi per il prossimo anno scolastico e la situazione è a dir poco preoccupante.


Nella scuola primaria del prossimo anno ci saranno meno insegnanti per un perdita di circa 10 docenti. Alla primaria dell’I.C. “Giovanni XXII” ci saranno due insegnanti in meno nel contingente e all’Amicarelli la situazione è analoga, ma i tagli più consistenti li subiremo alla Tancredi dove insieme alla perdita di 7 docenti è prevista la soppressione di 3 classi già avviate e consolidate. Immaginiamo cosa sarà per 3 classi di alunni dover rinunciare alle proprie maestre e ai propri amichetti con i quali hanno già vissuto insieme da tre o quattro anni.


In questo calcolo, stimato per difetto, non sono ancora presenti i tagli per i posti di sostegno e per le insegnanti specialiste d’inglese.


Se questi tagli sciagurati si concretizzeranno a settembre i danni per le scuole primarie di Monte Sant’Angelo non potranno più essere tamponati dall’abnegazione e dal senso di responsabilità delle nostre Maestre.


Prepariamoci a portare i nostri figli in classi che tendono ai 29 alunni, con meno insegnanti per il recupero delle situazioni svantaggiate, meno uscite didattiche, meno inglese, meno informatica, ma soprattutto con un orario scolastico ridotto a 27 ore settimanali contro le attuali 30 ore. Insomma ad una scuola notevolmente impoverita.


La scuola pubblica di Monte Sant’Angelo, come tutta la scuola dell’Italia meridionale, subisce le discriminazioni e le vessazioni di un governo leghista, che solo in parte festeggia i 150 anni dall’unità d’Italia, ma che di fatto ha diviso l’Italia sul piano dei diritti. Questo perché le scuole primarie del nord organizzate, per la stragrande maggioranza, con la mensa e il tempo pieno, hanno l’orario delle lezioni strutturato in 40 ore settimanali e con 2 docenti per classe risentendo pochissimo dei tagli.



Ci auguriamo che come i peggiori inverni finisca subito questo periodo di oscurantismo culturale che sarà ricordato come il Medioevo della scuola pubblica.


Lavoriamo e lottiamo insieme per il Risorgimento!!!

sabato 16 ottobre 2010

E i libri di testo ancora non ci sono!!!!


A un mese dall'inizio delle lezioni restano ancora tanti nodi da sciogliere. Oltre a constatare che gli scuolabus viaggiano con posti vuoti.

Anche quest'anno si sono riscontrati ritardi nella consegna dei libri di testo delle scuole primarie.

A un mese di distanza, per una gara d'appalto vinta già da mesi, ancora intere scolaresche aspettano di ricevere i libri di testo.

Siccome ritengo, per esperienza, che nei capitolati delle gare d'appalto ci siano clausole compromissorie che impongono garanzie e tempi certi di consegna, mi chiedo se l'assessore alla cultura del Comune di Monte Sant'Angerlo è a conoscenze di tali disservizi.

Allo stesso tempo, pur considerando tutte le attenuanti della buona fede, come è possibile che i responsabili degli uffici comunali del settore economato e cultura non prendono iniziativa per garantire la legalità?
Fino a qualche anno fa ogni alunno portava la sua cedola al libraio di fiducia, il quale garantiva anche prima dell'inizio della scuola la consegna del testo. La responsabilità era diretta ed evidente.
Probabilmente nelle intenzioni il nuovo sistema di gestione doveva essere migliore, ma se non si garantisce a tutti gli alunni, ad un mese di distanza, il libro di testo allora qualcosa non funziona.
Spero che chi di competenza prenda le opportune misure di tutela dei diritti degli alunni!
Mi risulta inoltre che anche la consegna dei buoni libro per le famiglie bisognose procede con ritardo.
Saranno i tagli della scure di Tremonti o le inefficienze della nostra Amministrazione, comunque è triste constatare che si va di male in peggio!!!

mercoledì 13 ottobre 2010

Genitori e figli... sempre più distanti!



Nel corso del percorso formativo dei propri figli i genitori non sono sempre presenti allo stesso modo.

E' sintomatico constatare che la distanza genitori-figli aumenta con il passare degli anni.
Se da un lato è normale accelerare il normale processo di emancipazione dei figli, farli camminare con le proprie gambe, allo stesso tempo non è accettabile lasciare al proprio destino le "vicende" dei figli.

Ieri all'assemblea dei genitori della classe di mio figlio, 2° Liceo Scientifico, su 27 alunni (dico 27...) erano presenti tre coppie di genitori e altre mamme in rapprsentanza totale di 8 alunni.
8 su 27 sono a mio avviso molto pochi.
La "delega in bianco" alla scuola non mi fa piacere. E non per il compito che assolvono i travagliati, mistrattati docenti.
Specialmente in questa fase di pseudo riforme che si concretizzano in tagli.

La scuola ha bisogno della partecipazine delle famiglie così cme le famiglie hanno bisogno della Scuola.

Mi chiedo come è possibile che nei primi anni delle scuole primarire la presenza è assidua, costante che certe volte sfocia anche nell'invadenza inopportuna, ma poi con il tempo vada via scemando verso un abbandono così eclatante?

Non è forse nell'adoloscenza che sarebbe più opportuno essere presenti?

A 16-17 anni i nostri figli incominciano ad acquisire coscenza della propria personalità, incminciano i primi seri innamoramenti, le prime aspirazioni, si incomincia a palesare la prima immagine di un Io adulto.

Allora perchè non essere presenti, certo senza ingerire, senza forzare scelte, ma chiedere, informarsi e discutere, ascoltare e proporre...

Probabilmente queste mie riflessioni scaturiscono naturalmente dal mio duplice ruolo di educatore e di genitore.
Probabilmente queste mie riflessioni non danno ricette utili per tutte le situazioni, ma credo che nessuno possa esimersi di portare a termine il proprio compito di genitore dall'inizio fino a quando è opportuno essere genitore.
Poi ci si ritrova nonni e sarà brutto chiedersi si si poteva fare di meglio.

giovedì 10 giugno 2010

Gli occhi dei bambini

Occhi azzurri,

occhi verdi,

occhi neri,

occhi che parlano,

che sorridono,

che piangono,

che comunicano…

Gli occhi dei bambini,

dei “nostri” bambini

che chiedono di essere ascoltati,

di essere amati,

di essere capiti…

Non sempre ci siamo riusciti,

ma come dimenticare

i vostri sguardi attenti,

arrabbiati, sorridenti, innocenti.

I vostri sorrisi hanno rallegrato le nostre giornate,la vostra vivacità ci ha stimolato nel guidarvi sulla strada della crescita,i vostri progressi ci hanno entusiasmato; le vostre paure, i vostri silenzi ci hanno preoccupato; i vostri pianti ci hanno fatto capire quanto sia importante ascoltare voi bambini.

Cinque anni sono trascorsi…Così tanti…Così pochi, così ricchi di emozioni condivise.

Nel salutarvi non possiamo che incoraggiarvi a “non mollare mai” davanti alle difficoltà e dirvi grazie per averci regalato quegli occhi che rimarranno faville sempre accese nella nostra mente e nel nostro cuore!!!

Buona vita dai vostri insegnanti.

giovedì 29 aprile 2010

Viaggio d'istruzione 2010

martedì 14 aprile 2009

La scuola di oggi è società di domani


(Relazione al seminario del 7 aprile)

Perché questo titolo? Abbiamo voluto utilizzare questo slogan perché racchiude in se il senso del ruolo che si deve dare al sistema formativo.
In tutte premesse dei programmi ministeriali c’è un filo conduttore comune: la “formazione dell’uomo e del cittadino”
Ma quale uomo e quale cittadino hanno in mente il Min. Tremonti e il Min. Brunetta? E ancora, quale uomo e quale cittadino ha in mente la Gelmini?
Questo governo tende all’essenzializzazione della scuola pubblica a tutto vantaggio della scuola privata.
Il Governo Berlusconi ha iniziato il suo percorso di demolizione della scuola pubblica partendo dall’ all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Finanziaria estiva) “…nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007/2008.”…“devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. (8 Miliardi di euro)
Stiamo parlando di un provvedimento legislativo di carattere FINANZIARIO che va verso il contenimento della spesa pubblica.
La Gelmini nel suo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prevede in tre anni a partire dal 2009 la riduzione di 87.400 docenti e 44.500di personale ATA.
A partire da settembre 2009, si ridurranno 50.000 unità tra docenti e ATA, si calcola che a 20.000 docenti precari e 15.000 di precari ATA non saranno riconfermati gli incarichi annuali.
Da una parte il governo Prodi prevedeva la stabilizzazione di 150.000 precari (di cui 50.000 immessi in ruolo entro il settembre 2007).
Dall’altra parte riduzione e tagli.
Vedete, la riduzione del numero dei docenti così coma sarà attuata, non è un problema esclusivamente sindacale, ma è fondamentalmente un problema didattico e pedagogico.
Ridurre il numero di insegnanti significa modificare radicalmente l’assetto organico con conseguenze gravi sulla CONTINUITA’ dell’insegnamento. Il cambiamento strutturale non sarà progressivo, ma coinvolgerà tutte le classi anche quelle intermedie.
Si alimenta così l’instabilità a scapito della qualità del servizio.
In questi giorni nella scuola si vive un clima di precarietà e di disagio diffuso, i docenti controllano le graduatorie d’istituto dei perdenti posto, partono ricorsi, si sfoderano le 104, vere e presunte, lo stesso accade per il personale ATA, e questo avviene in quasi tutte le scuola d’Italia.
I perdenti posto vivono ore di crisi esistenziale e di incertezza.
Questo disagio, che mette tutti contro tutti, si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dell’insegnamento.
L’attacco alla scuola pubblica, mediatico prima e normativo poi, parte con l’operazione nostalgia che evoca il “maestro unico”. Ci ricordiamo ancora la telefonata in diretta a Porta a Porta della maestra della Gelmini. Si parla di grembiulino obbligatorio, il voto in condotta, …solo fumo negli occhi.
Si diffondono false informazioni:”Perché pagare tre maestri quando ne basta uno?”
Come insegnanti di scuola elementare siamo stati messi sul banco degli imputati e additati come coloro che vanno a scuola per passare tempo (…tre insegnanti per classe? …ma che fanno?). Come coloro che sono i fannulloni che rubano lo stipendio.
Si da inizio ad una pseudo riforma, anzi ad una “manutenzione” della scuola, così come loro stessi l’hanno indicata, con un decreto legge.
Il DL 137 che introduce il maestro unico, tra le altre novità, tratta gli insegnanti e la scuola allo stesso modo dei teppisti allo stadio. L’utilizzo del decreto legge se può essere utile per affrontare l’emergenza come ad esempio la “violenza negli stadi” e per modificare tutto e subito (esautorando il Parlamento), non è certo lo strumento migliore per agire in un contesto così complesso come quello della scuola.
Come se la scuola lasciata da Fioroni fosse una emergenza nazionale!
Questo decisionismo, che vuole dimostrare efficienza ed efficacia, non tiene minimamente conto del mondo pedagogico e accademico della scuola, non tiene minimamente conto del più moderno e accreditato pensiero psico-pedagogico.
La legge 148/’90 che introdusse il modulo nelle scuole elementari era stata preceduta da un triennio di sperimentazione. Si consideravano i bisogni formativi alla luce dei recenti “Programmi didattici“ del ’85 (scaturiti dalla commissione Fassino).
Le ragioni erano squisitamente pedagogiche.
Io sono entrato nel ’91 nella scuola elementare, contestualmente ai moduli, ricordo ancora la difficoltà di alcuni e l’entusiasmo di altri colleghi più anziani a lavorare per classi aperte, per gruppi e in compresenza.
Si ampliava l’offerta formativa, si aumentava il tempo scuola, si superava la figura dell’insegnante tuttologo.
Si usciva dalla “monade della classe” e si dava agli stessi insegnanti la possibilità di crescere, di sviluppare le proprie propensioni e attitudini (ambito Matemato-Sc; Linguistico; Antropologico).
Gli insegnanti dal confronto, dallo scambio di esperienze e di idee, nel modulo ottenevano, e per fortuna ancora si ottiene, quella formazione in itinere che porta al sapere, al saper fare e saper essere insegnante.
Sul maestro unico si potrebbero citare tante dichiarazioni sindacali ma il problema non è sindacale, si potrebbero snocciolare cifre e classifiche sulla nostra scuola elementare che ci viene invidiata e copiata in tante parti del mondo.
Ma credo sia importante citare un ordine del giorno delle maggiori Associazioni Pedagogiche italiane come la Siped – Società italiana di pedagogia; Sird – Società italiana di ricerca didattica; Cirse – Centro italiano di ricerca storico-educativa, Siref – Società italiana di ricerca educativa e formativa; che in un documento congiunto esprimono tutta la loro contrarietà alla figura del maestro unico.
Con il ritorno al maestro unico si vorrebbe incarnare l’UNITARIETA’ dell’insegnamento nella figura unica di riferimento.
Di contro si evidenzia:… “Il modulo organizzativo della scuola primaria…… prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti stessi un progressivo approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed è stata dunque una misura che è andata nella direzione di un irrobustimento dell’alfabetizzazione di base, oltre a garantire una pluralità di punti di vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue forme.”
….Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che risulta invece arricchita dall’attuale pluralità di figure.”
“…Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la preparazione specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e quindi rendere più fragile ed incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi. Il tenore complessivo delle competenze realizzate dagli alunni nel corso della formazione scolastica verrebbe inevitabilmente a soffrirne. In prospettiva, il capitale intellettuale prodotto dal nostro sistema scolastico tenderebbe a diminuire, e con esso la competitività socio-economica del nostro Paese.”
(Invece si vuole tornare al classico Leggere, Scrivere e Far di conto)
Concludono “…Le associazioni pedagogiche chiedono, perciò, al Governo un serio e accurato ripensamento in merito alla questione della pluralità dei docenti nella scuola primaria.”
Un analogo parere è stato espresso dal CNPI
Dopo ampia motivazione esprime la più netta contrarietà anche il CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, nell’ Adunanza del 12 febbraio 2009, sullo schema di regolamento del Min. Gelmini.
Voglio solo citare le conclusioni:
“Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal DPR 275/99.” (LEGGE SULL’AUTONOMIA delle Ist. Scolastiche varata dal centrosinistra)
“Il CNPI rileva come il Regolamento, nel prospettare un’ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover riorientare le scelte e riorganizzare l’offerta.
Il CNPI ritiene, infine, che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:
• compromette l’efficacia dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;
• lede la dignità dell’istituzione scolastica pubblica
• non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull’intero territorio nazionale. “

Ma se non sono state recepite tutte le istanze dei sindacati, del mondo scolastico (ricordo lo sciopero del 30 ottobre scorso, io c’ero e con me milioni di persone), e del mondo Accademico e Pedagogico, COME HANNO RISPOSTO LE FAMIGLIE alla luce della chiusura delle iscrizioni avvenute il 28 febbraio scorso?
QUALI SONO STATE LE LORO RICHIESTE, LE LORO ESIGENZE?
Considerato che a un mese di distanza non ci sono ancora dati ufficiali in merito -pubblicizzati e sbandierati- dal Ministero (il sintomo è che i dati sono a dir poco imbarazzanti), dai risultati emersi dalle iscrizioni, pare che il 56% delle famiglie ha chiesto le 30 ore e il 34% le 40 ore settimanali CON IL TEMPO PIENO, e soltanto il 3% ha scelto il modello breve a 24 ore settimanali.
Le famiglie bocciano in modo inequivocabile la riforma del maestro unico e la riduzione delle ore di lezione volute dal Governo.
Le famiglie hanno chiaramente bocciato la Gelmini.
C’è da chiedersi inoltre, visti gli impegni assunti dal premier per il tempo pieno, come faranno a garantire almeno 3500 classi a 40 ore con due insegnanti, occorrerebbero altri 7000 maestre?
Sarà però difficile assicurare al 90% delle famiglie il tempo prolungato senza ridurre i tagli previsti dalla Finanziaria. Noi del PD ci proviamo.
Come faranno i Comuni, sui quali si riversano i costi della scuola di base, a garantire le mense?
A Monte Sant’Angelo le tre scuole di base, hanno chiesto al Sindaco la mensa per la scuola primaria, ma tutti sappiamo che sarà solo una pia illusione!
Quest’anno l’amministrazione ha aumentato il costo del buono mensa a carico delle famiglie di circa il 50% e ha ridotto il numero dei giorni di erogazione del servizio mensa della scuola dell’infanzia.
Mi viene molto difficile immaginare che si possa portare il tempo pieno di 40 ore anche a Monte Sant’Angelo.
In questi giorni il quadro dei tagli sulla scuola si va definitivamente completando anche per la scuola media e per la scuola superiore.
Oggi il governo Berlusconi sta ponendo in essere un attacco frontale mirato e ideologico.
E’ un attacco mirato e ideologico verso il personale scolastico:
• perché gli insegnanti con la loro formazione umanistica hanno un orientamento politico di centro sinistra;
• perchè per la maggior parte donne; (99%-97%-65%)
• certamente perché per la maggior parte degli insegnanti sono meridionali
In questo quadro nazionale cosa accadrà a Monte Sant’Angelo dal 1° di settembre?
Studenti e famiglie avranno:
• meno ore di scuola;
• meno ore di compresenza e meno insegnamento individualizzato;
• meno visite guidate e viaggi d’istruzione;
• meno vigilanza e sicurezza;
… in compenso però si prevedono più alunni per classe.
Per Monte Sant’Angelo questo attacco al personale della scuola sarà certamente percepito anche nell’economia cittadina e le ripercussioni saranno significative.
Tanti sono i collaboratori, gli assistenti amministrativi i docenti e i dirigenti scolastici che operano nella scuola della provincia così come al nord del Paese.
Per certi aspetti possiamo affermare che noi di monte PRODUCIAMO ED ESPORTIAMO LA SCUOLA.
E’ per noi anche una fonte di reddito importante.
Noi del PD affidiamo alla scuola larghi compiti per la crescita di un Paese civile, democratico e al passo con le sfide dell’economia.
Investire sulla formazione oggi garantisce la crescita dell’uomo e del cittadino, ma anche di una posizione economica più vantaggiosa per il Paese.
Nell’economia globale che è basata sulla conoscenza, lo stato di salute del sistema socio-economico nazionale è legato al tenore delle competenze disciplinari e relazionali acquisiste dalle persone nei percorsi di formazione.
Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida dell’istruzione.
Per affrontarla con successo la crisi occorre assicurare a tutti la padronanza delle conoscenze fondamentali dei saperi linguistici, storici e matematico-scientifici. Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin dall’inizio della scuola primaria.
La crisi economica si combatte investendo sulla formazione e non tagliando
Anche perché i risparmi di oggi saranno i costi di domani.
Alla scuola si chiede di sviluppare l’ Ed alla legalità, l’ed. stradale, alla cittadinanza, l’ed sessuale e alla salute… tutto si chiede alla scuola in termini di informazione e di formazione, ed è opportuno che la scuola svolga questi compi.
E’ pertanto cruciale che questa istituzione e il mondo pedagogico siano messi nelle condizioni migliori per poter assolvere adeguatamente al loro compito.
In un importantissimo convegno della Società Italiana di Pedagogia e dell’Università Di Foggia svoltosi agli inizi del mese di Giugno dello scorso anno proprio a Monte Sant’Angelo i vari pedagogisti che si sono susseguiti (Baldacci, Elio Damiano, Frabboni, Scurati Chiosso) hanno rivendicato alla PEDAGOGIA il compito di avanzare analisi e proposte per una scuola contraddistinta da un’ispirazione pluralista e una logica autonoma.
Invece l’alternanza tra i poli politici ha ribadito ripetutamente logiche e indirizzi contrapposti.
E’ la pedagogia che deve elaborare un progetto-scuola caratterizzato da un proprio autonomo fondamento, indipendente dalle stagioni politiche.
L’autonomia della pedagogia, inoltre, è legata al suo pluralismo, alla sua indipendenza da ogni visione di parte, alla ricchezza e all’articolazione dei suoi paradigmi teorici.
Il PD non vuole fare della scuola il luogo dello scontro politico.
Voglio citare, solo passando, per esempio e senza rivangare sui vari errori politici dell’amministrazione Ciliberti, il fallito tentativo di accorpamento dei due Istituti comprensivi. Un accorpamento deciso e voluto da pochi contro la volontà del personale scolastico oltre che degli utenti, le famiglie.
In Consiglio Comunale il voto risicato della maggioranza è diventato per la Giunta di Ciliberti una questione di “fiducia” verso l’Amministrazione, una questione di vita o di morte. (e su questo gli amici di IdV mi potrebbero dare conferma)
Noi crediamo che il compito della politica è guidare il Paese o una comunità come la nostra coinvolgendo tutti i protagonisti.
Tutte le riforme sono destinate a fallire se non sono precedute da un percorso di condivisione e di coinvolgimento di coloro che sono i destinatari del processo stesso di riforma.
Sul tema della Formazione, in modo particolare sulla scuola superiore, noi del PD ci vogliamo confrontare.
Crediamo che non basta lanciare l’idea di una scuola alberghiera da costruire a Macchia, per rilanciare le sorti della scuola superiore di Monte Sant’Angelo, ma crediamo sia opportuno, cominciando da oggi, aprire un dialogo costruttivo per capire insieme di “quale formazione hanno bisogno i giovani montanari?”
In questi giorni noi del PD, con il segretario Franceschini, stiamo presentando il piano scuola e partiamo da una PETIZIONE POPOLARE, una raccolta di firme per chiedere con forza di poter portare in Parlamento le nostre controproposte che prevedono in parte quanto già ho esposto ma in modo particolare:
VOGLIAMO
• una scuola pubblica di qualità, più autonoma e radicata nel territorio;
• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno;
• una scuola più sicura
INDIVIDUIAMO 5 EMERGENZE:
1. Soddisfare le richeste delle famiglie;
2. Assegnare risorse adeguate;
3. Bloccare l’espulsione di 87000 docenti e 44500 ATA;
4. EDIFICI SCOLASTICI più sicuri;
5. Evitare la chiusura delle piccole scuole.

PROPONIAMO
1. Gli studenti al primo posto: diritto alla studio e successo scolastico;
2. Piano straordinario di aggiornamento dei docenti;
3. Valutazione delle scuole e dei docenti;
4. Personale certo e stabile;
5. Sperimentazione per il miglior utilizzo delle risorse;
6. Riforma della scuola superiore e obbligo di istruzione a 16 anni.
7. Apprendimento per tutta la vita.
8. Stabilizzazione e indennità di disoccupazione per i precari stabilizzare 50.000 docenti e 10 mila ATA per altre due annualità così come era previsto dal precedente governo Prodi , un governo a favore della scuola!

giovedì 27 novembre 2008

Vigilanza a scuola...



Doveva capitare, così come capitano tante fatalità. Ma è accaduto in una scuola primaria di Milano a un bambino di 6 anni. Il bambino precipita dalla finestra. La maestra è indagata per mancata custodia.
La colpa cade inevitabilmante sulla maestra.
Credo però che sia opportuno fare qualche riflessione e mi chiedo:
- Cosa accadrà quando aumenterà il numero di alunni per classe?
- Una maestra unica rischierà ad uscire da sola con tutta la classe dalla propria aula?
- E se diminuiranno anche i collaboratori scolastici, quanti bambini "evaderanno" da scuola?
- Si faranno ancora le visite guidate e i viaggi d'istruzione?
- Aumenteranno i casi di incidenti ????
Questi sono solo dei quesiti che preludono però sconcertanti risposte.

Ma si può risparmiare sulla pelle dei bambini????

Per questo sono ancora più convinto:

NO AL MAESTRO UNICO!!!
NO AI TAGLI DELLA GELMINI!!!

lunedì 24 novembre 2008

Morire in classe

E' veramente triste apprendere certe notizie. Morire a scuola, a 17 anni per una pura fatalità o per l'incuria.
Non serve a nessuno la polemica, oggi solo il pianto e il rimpianto per la perdita di un giovane studente.
Tutte le polemiche oggi non servono se non per una mera speculazione intellettuale.
Nel silenzio però ognuno può riflettere e chiedersi cosa si può fare per rendere le scuole luoghi sicuri dove un genitore possa inviare tranquillamente il proprio figlio.
C'è tanto da fare pensiamo insieme cosa si potrà fare nell'immediato.

venerdì 7 novembre 2008

Alla ricerca della verità

La verità assume sempre più spesso un carattere soggettivo, relativo e strumentale.Per qualcuno, forse anche in buona fede, basta convincersi di avere la verità in tasca per assumere atteggiamenti di arroganza e di supponenza.Come giudicare il manifesto pubblicato da alcuni incauti amministratori locali in merito alla soppressione di una scuola?Un altro abbaglio o se volete un altro svarione!!!

Il miraggio della verità visto nel deserto delle idee.
Salvando la buona fede però si va in contro all’incapacità di eseguire semplici calcoli.
Così accade che due dirigenti (un preside e un segretario) non vengono contati.
Allo steso modo da 13 docenti della Giovanni XXIII se ne contano solo 10.
E che dire per il numero di docenti: con 51 alunni di prima occorrono 3 maestri, mentre per i 51 alunni di quinta ce ne vorranno 5.
Perché non si calcola il numero delle classi che si formeranno in prospettiva con l’accorpamento? Perchè non si calcola anche per le scuole medie?
Oggi con 51 alunni di prima ci sono 3 classi, con l’unificazione se ne formeranno 2: una di 25 alunni e l’altra di 26. Questo calcolo al ribasso si amplificherà a tutti i livelli, dalla prima elementare alla terza media.
Meno classi ma più numerose. Tutti sappiamo che l’aumento del numero di alunni per classe è inversamente proporzionale alla qualità della didattica e all’individualizzazione dell’insegnamento.
Facciamo un esempio concreto: oggi la Tacredi ha 93 alunni in 5 classi quinte, l’Amicarelli ne ha 15 in una classe e la Giovanni XXIII ne ha 38 in 2 classi, per un totale di 146 alunni in 8 classi.
Con 146 (dividendo per 25 alunni per classe) si potranno formare 6 classi di prima media.
Oggi con 160 alunni di prima media (94 e 66) ci sono 8 classi (5 e 3), con l’accorpamento se ne sarebbero fatte al massimo 7. Con una classe in meno di scuola media si perde una cattedra di lettere e così si perdono cattedre orarie di matematica…
I nostri “Tre Moschettieri” concludono affermando la loro ottimistica verità che prevede l'aumento di 2 posti da insegnannte.
Io invece, facendo una stima ottimistica, prevedendo che non si perderanno posti di docenti (stima molto ottimistica!!!), propongo la mia verità:
VARIAZIONE
-2 Dirigenti
-1 assistente
-1 collaboratore
Totale
– 4 posti di lavoro.

venerdì 31 ottobre 2008

C'ero anch'io

Alla chiamata dei sindacati del 30 ottobre per difendere la scuola pubblica Monte Sant'Angelo ha risposto:"Presente!"
Siamo partiti a mezza notte, sotto la pioggia, una ventina tra insegnanti e personale Ata alla volta della capitale. Insieme ai colleghi di San Giovanni Rotondo siamo arrivati a Roma sotto una pioggia ancora più insistente.
Il cielo si schiariva e i cori di protesta si levavano sempre più alti verso i palazzi romani.
Si incontrano amici e colleghi con i quali non ci si vede da anni, dalla Calabria alla Lombardia, dalla Sardegna al Salento, ho incontrato persino mia cugina Antonietta di Brescia, incredibile...
Non so se eravamo 100.000 o 1.300.000, certamente eravamo in tanti.
Talmente tanti che Piazza del Popolo non ce l'ha fatta a contenere la fiumana di persone giunte da tutta Italia. La questura ha autorizzato altri 4 cortei e noi, con Legambiente e alcuni sindaci dei piccoli comuni, ci avviamo verso via Nazionale per arrivare a P.zza Navona anche questa stracolma, il corteo si arresta nuovamente. Solo infilandoci lateralmente al corteo, dopo circa 30 minuti un gruppetto dei nostri arriva a P.zza del Popolo, ma i comizi sono appena finiti.
Professori e studenti, maestri e genitori uniti per chiedere rispetto per una scuola pubblica che rischia il tracollo.
No al maestro unico! No alla riduzione del tempo scuola! No al taglio dei finanziamenti per scuola e università!
Tra uno sberleffo satirico verso Beata Ignoranza e i cori gioviali dei giovani liceali, serpeggia il disappunto verso una legge approvata solo per fare cassa, e per risparmiare sulla formazione delle giovani generazioni.
Sono le 14.00 e ci avviamo verso i pullman, qualcuno sconsolato dice:"Tanto questi non ci ascoltano proprio..."; altri come me stanchi ma soddisfatti per aver fatto sentire la propria voce e per aver esposto orgogliosamente la maglietta con su scritto "Insegnante Meridionale" .

domenica 26 ottobre 2008

Per incentivare la cultura chiudiamo le scuole

Al di là delle valutazioni politiche in merito all'Amm.ne comunale il dato certo è che con la chiusura di una scuola si perderanno a Monte Sant'Angelo, secondo stime ottimistiche, almeno 10 posti di lavoro.
Il sindaco e i consiglieri che hanno votato questa immotivata soppressione si dovrebbero VERGOGNARE.
Ancora di più devono sentire il peso della grave responsabilità i consiglieri Notarangelo (sceditato in aula dal segretario dell'IDV); il "compagno" dei potenti Donato Di Bari che pur avendo chiesto di leggere le delibere dei Consigli d'Istituto delle scuole interessate che mancano o erano contrarie ha "alzato la mano e abbassato lo sguardo"; il cons. Ferosi che ha ricevuto la più umiliante offesa che un politicoo possa mai ricevere, ovvero:"Ciavevna secché i mene cuddu iurn ca te vutete e te fatt vuté!!!"; Totaro Damiano sindacalista e grande difensore dei lavoratori, li difende tanto che li vuole far lavorare il meno possibile!
Queste persone non dovrebero dormire la notte sapendo che rappresentando solo se stessi si sono arrogati l'abuso di sopprimere posti di lavoro.
La cosa più sconcertante affermata dai banchI della maggioranza è stata l'affermazione del cons. Giovanni Granatiero che alle proteste dei lavoratori tra le altre sciocchezze ha affermato:" Io sono 28 anni che faccio il pendolare....." chiaramente per dire a chi perde il posto Me ne frego dei tuoi problemi.
VERGOGNA!!!
Mi piacerebbe conoscere le motivazioni politiche che hanno indotto il consigliere Fusilli a disertare un Consiglio Comunale così importante?
Mi sarebbe piaciuto conoscere come avrebbe votato per la soppressione di una scuola autonoma nel nostro "ormai" paesello.
Qui qualcuno ha urlato ma altri non hanno nemmeno sussurrato.