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mercoledì 27 marzo 2013

"...ma allora non hai capito?!?!"

Se parli con qualcuno che ti ripete tre volte la stessa cosa e poi dice "...ma allora non hai capito?!?!" o lo fa con maleducazione non conoscendo nemmeno la basilare regola del dialogo, oppure con dolo vuole offendere mettendo in rilievo la tua incapacità di capire, l'incapacità di chi per motivi diversi non ha i mezzi comunicativi per capire un discorso logico.
Stamattina mi è capitato ancora una volta di sentirmi ripetere: "...ma allora non hai capito?!?!", e io, pur riconoscendo i miei limiti di comprendonio, "... si ho capito, ma lei non vuol nemmeno ascoltare?!?!".
La realtà è che c'è chi vuole "imporre" un ragionamento con il piglio del comando e se ne frega di quello che pensi, di quello a cui una discussione sana può portare,  verso un avvicinamento di idee.
A questo punto mi devo convincere: è uno/a che non capisce niente e lo dico con il massimo della cognizione!!!

mercoledì 1 giugno 2011

Caro Nichi...



Caro Nichi,
sono i giorni della vittoria e delle soddisfazioni per quello che sta succedendo sullo scenario politico nazionale.


Tutti gioiamo per le grandi vittorie!
Tuttavia noi del centrosinistra che viviamo palcoscenici meno prestigiosi abbiamo bisogno di risposte.


A Monte Sant'Angelo il piano sanitario, sofferto e sottoscritto da noi, ha determinato molti malumori e sta dando la sponda ai movimenti populistici locali, di destra e di sinistra, che cavalcano l'onda del disservizio.


Io sono un dirigente locale del PD, un tuo sostenitore di ieri e di oggi, sono covinto che il protocollo firmato è una soluzione che si può calare nella nostra comunità e che ci ha posto di fronte al senso di responsbilità delle sluzioni "possibili", però oggi occorrono risposte certe e fatti concreti.
In ballo c'è la Tua credibilità.
Noi abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere una logica di governabilità concreta.
Ma oggi sono anche i giorni delle Verità!
A Monte Sant'Angelo abbiamo bisogno di risposte!


Abbiamo bisogno che vengano mantenuti i patti!
Altrimenti il filo di demarcazione che separa le chiacchere dalla concretezza, la governabilità dalla demagogia si spezza miseramente e il sogno s'infrange sulle aride rocce della realtà!
Il mio monito è rivolto con rispetto ed ottimismo, con la franchezza che si deve avere verso le persone care.


Sono sicuro che avrò una risposta personale ma soprattutto una risposta per la mia comunità.
Con stima!
Antonio Rignanese.

martedì 26 aprile 2011

Guerra e/è soldi...




Come si possa passare con tanta sfacciataggine dal baciamani ai bombardamenti.


Eh ma in ballo ci sono i valori di libertà del popolo libico, i diritti cvili della popolazione...


Oggi si incontrano Sarcozy e il nostro magnate Berlusconi. Voi credete che parleranno dei diritti civili della popolazione?


Oppure parleranno di scalate finanzierie? Parmalat.... nomina di Mario Draghi....


Io credo che il voltafaccia, tipico degli speculatori senza scrupoli, sia dovuto esclusivamente ad interessi economici. Il nostro capo Bunga è sicuramente più interessato all'oro nero che al colore bianco della colomba della pace.



Dopotutto tutte quelle armi, missili, aerei... dovranno pur essere utilizzati altrimenti.... sarebbero sol soldi sprecati.... E se quei soldi invece di sprecarli per le guerre li spedessimo per l'arte, la cultura, il lavoro che manca ai giovani???


Si, anche perchè finita Pasqua e pasquetta si torna a parlare del principale argomento all'ordine del giorno di questo governo: i soldi degli amici (ovviamente senza interessi personali...)



Quindi finita la luna di miele con il colonnello libico, scoperto da poco sanguinario affamatori di popoli nonchè oppressore di diritti civili, si passa dal lancio di petali di fiori al lancio dei confetti. Solo che i confetti che andanno a lanciare i nostri aviatori non portano certo dolci notizie ma morte e distruzione.



Probabilmente sono io che non ho capito niente della politica, la real politic... quella che serve... a chi?


sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua!!!!


Tempo di Pasqa, tempo di passaggio.

Dal freddo al tepore della bella stagione.


Dal buio alla luce.


Dalla morte alla vita.


Possa la nostra Pasqua portarci ad un futuro migliore.


Cari Amici Buona Pasqua!!!






sabato 9 aprile 2011

Come se nulla fosse accaduto

Dalle analisi effettuate lo spiaggiamento dei 7 capodogli dello scorso anno fu quasi certamente dovuto ai sonar delle ricerche petrolifere. I capodogli persero l'orientamento e si arrenarono finendo la loro agonia sulle spiaggie che dal nord del Gargano guardano allo splendore delle Tremiti. Questo è stato già il primo disastro ambientale prodotto da questa gestione politica. E ora autorizzano le trivellazioni senza consultare le forze istituzionale e sociali del territorio!!! Questo governo leghista e affarista continua a considerarci, a cnsiderare ilnostro meridione, solo come territorio da sfruttare. Governo ladro!!!!

domenica 14 novembre 2010

Carcassa di un grosso pesce spiaggiato

Questa mattina, passeggiando sulla spiaggia, ho trovato questa carcassa di un non identificato pesce.
Il grosso pesce è stato trovato sulle rive di Lido del Sole (Rodi Gar.co- FG).
Da mie stime ritengo che sia li da meno di un paio di giorni. Probabilmente dall'ultima mareggiata, non era in avanzato stato di decomposizione. L'animale, sventrato era insabbiato. Affiorava per una lunghezza di circa m 1,20.
Nella seconda foto, sulla destra si può notare la colonna vertebrale dell'animale, probabilmente tranciato.
IL pensiero è andato a circa un anno fa, quando 7 esemplari di capodogli si arrenarono sulla stessa spiaggia.
La speranza è che sia un esemplare morto di morte naturale.



mercoledì 13 ottobre 2010

Genitori e figli... sempre più distanti!



Nel corso del percorso formativo dei propri figli i genitori non sono sempre presenti allo stesso modo.

E' sintomatico constatare che la distanza genitori-figli aumenta con il passare degli anni.
Se da un lato è normale accelerare il normale processo di emancipazione dei figli, farli camminare con le proprie gambe, allo stesso tempo non è accettabile lasciare al proprio destino le "vicende" dei figli.

Ieri all'assemblea dei genitori della classe di mio figlio, 2° Liceo Scientifico, su 27 alunni (dico 27...) erano presenti tre coppie di genitori e altre mamme in rapprsentanza totale di 8 alunni.
8 su 27 sono a mio avviso molto pochi.
La "delega in bianco" alla scuola non mi fa piacere. E non per il compito che assolvono i travagliati, mistrattati docenti.
Specialmente in questa fase di pseudo riforme che si concretizzano in tagli.

La scuola ha bisogno della partecipazine delle famiglie così cme le famiglie hanno bisogno della Scuola.

Mi chiedo come è possibile che nei primi anni delle scuole primarire la presenza è assidua, costante che certe volte sfocia anche nell'invadenza inopportuna, ma poi con il tempo vada via scemando verso un abbandono così eclatante?

Non è forse nell'adoloscenza che sarebbe più opportuno essere presenti?

A 16-17 anni i nostri figli incominciano ad acquisire coscenza della propria personalità, incminciano i primi seri innamoramenti, le prime aspirazioni, si incomincia a palesare la prima immagine di un Io adulto.

Allora perchè non essere presenti, certo senza ingerire, senza forzare scelte, ma chiedere, informarsi e discutere, ascoltare e proporre...

Probabilmente queste mie riflessioni scaturiscono naturalmente dal mio duplice ruolo di educatore e di genitore.
Probabilmente queste mie riflessioni non danno ricette utili per tutte le situazioni, ma credo che nessuno possa esimersi di portare a termine il proprio compito di genitore dall'inizio fino a quando è opportuno essere genitore.
Poi ci si ritrova nonni e sarà brutto chiedersi si si poteva fare di meglio.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il nostro PD




Quando quelle famose primarie del 14 ottobre sancirono la nascita ufficiale del PD, le nostre asettative erano enormi. Si usava un'altra terminologia:codice etico, rinnovamento, quote rosa, partecipazione, primarie, cumulabilità di incarichi, insomma nello stesso tempo che Obama faceva sognare anche per l'Italia un'altra politica.


A qualche anno di distanza non vi nascondo che tante aspettative si sono ridimensionate, soprattutto a livello locale e provinciale.


Sono molto deluso e trovo difficile capire come mai alle ultime elezioni regionali il Cons. comunale Damiano Totaro e il suo staf facevano votare il PD e il Cons. Regionale Dino Marino.
Allora mi chiedo, quale credibilità può avere questo PD?
Come è possibile che si debba necessariamente raschiare il fondo?

Come possiamo avere credibilità se a Monte Sant'Angelo un'amministrazione ormai rattoppata si appoggia su questi politici dell'interesse che "all'occorrenza" si votano il consigliere regionale referente.
E' normale che in campagna elettorale Dino Marino viene a Monte nel suo comitato elettorale Benestare-Totaro e snobba completamente il Circolo cittadino?

Noi chiediamo i voti genuini per Pasquale Palumbo e loro gestiscono la cosa pubblica.

Ed è per questo che qualche mese fa ho rassegnato le dimissioni dalla dirigenza locale del PD.

Chi tutela la nostra faccia e la nostra credibilità?

Che dice il segretario provinciale di quanto accade?

E allora, o il PD si appropria di quella terminologia fatta di valori e di contenuti, cerca di assolve il ruolo di partito unitario e compatto oppure questo comitato elettorale sarà destinato al fallimento.

Molte volte ho chiesto di prendere ufficialmente le distanze da questo modo di fare, dai trasformismi e dalle ecisioni prese altrove, tante volte ho messo la faccia, ma ora o si cambia passo oppure siamo anche noi come il Pdl.

C'è bisogno di ritrovare forma e soatanza. Modi di essere e di fare.

Metodi e non solo mezzi per conseguire cariche politiche.

Con questo però oggì non mollo, non rinuncio a quanto abbiamo già costruito. C'è ancor tanto da fare.
Lo so che ci vuole tempo, ma la storia ci darà ragione.

Antonio Rignanese

mercoledì 17 febbraio 2010

Paradiso o inferno?




Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all'istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali.
A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione...
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati.
A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d'oro, al centro della quale s'innalzava una fontana da cui sgorgava dell'acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
- "Buongiorno"
- "Buongiorno" rispose il guardiano.
- "Che luogo è mai questo, tanto bello?"
- "E' il cielo“
- "Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!"
- "Puoi entrare e bere a volontà".
Il guardiano indicò la fontana.
- "Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete"
- "Mi dispiace molto", disse il guardiano,
"ma qui non è permesso l'entrata agli animali".
L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì.
Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta,
che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello;
probabilmente era addormentato.
"Buongiorno" disse il viandante.
L'uomo fece un cenno con il capo.
- "Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete".
- "C'è una fonte fra quei massi", disse l'uomo, indicando il luogo,
e aggiunse:
- "Potete bere a volontà".
L'uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
"Tornate quando volete", rispose l'uomo.
A proposito, come si chiama questo posto?"
- " CIELO."
- "Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!"
- "Quello non è il cielo, è l'inferno".
Il viandante rimase perplesso.
"Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome!
Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!"
"Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore.
Perché là si fermano tutti quelli che non esitano
ad abbandonare i loro migliori amici...."
Rispose il guardiano
Non abbandonare mai i tuoi veri Amici
Perchè:
Trovare un Amico è una Grazia,
Avere un Amico è un Regalo,
Conservare un Amico è una Virtù....


Di Paulo Coelho

Vi è piaciuto questo racconto? Cosa ne pensate?
A me è piaciuto molto, ed approvo in pieno questo finale perchè di cosidetti amici se ne trovano a bizzeffe in giro, ma bisogna vedere se sono veramente tali e se sappiamo sul serio conservarli, perchè l'amicizia, è come un


"castello di sabbia, difficilissimo da costruire ,facilissimo da rompere"


venerdì 29 gennaio 2010

VASO DELLA MAIONESE


Quando ti sembra di avere troppe cose da gestire nella vita, quando 24 ore in un giorno non sono abbastanza, ricordati del vaso della Maionese e dei due bicchieri di vino...
Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti. Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposeroche lo era.
Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese. Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf. Chiese di nuovo agli studentise il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.
Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò, aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime 'si'.
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedrae aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia. Gli studenti risero.
' Ora ', disse il professore non appena la risata si fu placata, voglio che consideriate questo barattolo come la vostra Vita. Le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre Passioni; le coseper cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina... La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima, non ci sarà spazio perla ghiaia e nemmeno per le palle da golf. Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori finche ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... E non solo nelle occasioni importanti!
Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni,tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano davvero. Fissate le priorità...Il resto è solo Sabbia.
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino.
Il professore sorrise: 'Sono felice che tu l'abbia chiesto. Serve soloper mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico?

venerdì 1 gennaio 2010

A Monte Sant'Angelo non si potranno più fare queste foto!


A Monte Sant'angelo
Inserito originariamente da glauco fallani
Credo che nel 2010 non si potranno più scattare queste foto. Questa è una foto trovata su "flickr" dove viaggiatori di ogni spece depositano le proprie impressioni fatte di immagini.
Questa è una foto di Glauco Fallani che saluto e ringrazio per aver esaltato la poesia di paese che sta scomparendo.
Le due anziane signore che "conzano le foglie" sul chianghettato davanti la porta di casa con la "rezza menata"...

giovedì 31 dicembre 2009

Confronto democratico: vinca l migliore.



La politica, quella democratica, è competizione per antonomasia. Competizione di idee e progetti e non solo di uomini e poltrone. Se non c'è il "messia", purtroppo è necessario schierarsi! Noi del centrosinstra non abbiamo "l'unto dal Signore". L'importante è che ci sia lealtà, confronto e rispetto delle parti. E poi vinca democraticamente il migliore.

martedì 22 dicembre 2009

giovedì 17 dicembre 2009

BUON NATALE


Auguro a tutti voi un sereno e felice NATALE e auspico per ciascuno un pacifico 2010.

mercoledì 18 novembre 2009

Il PD GUARDA AVANTI


L’ultimo Consiglio Comunale insieme all’ennesimo fallimento politico del sindaco e di Uniti per Monte, ha aperto per il PD nuovi scenari. Il Consigliere Mario Troiano ha finalmente rotto gli indugi e ha dichiarato di uscire dal gruppo consiliare del PD adducendo motivazioni puerili e meschine per mascherare i trasformistici intenti elettorali per le prossime elezioni regionali.

Chiunque voglia fare altri percorsi politici è libero di farli, ma non deve mancare di rispetto per chi, non senza imbarazzi, ha dovuto spesso giustificare scelte politiche a favore di incarichi di prestigio verso gli elettori che lo hanno eletto nell’Ulivo.

Sarebbe stato più corretto uscire anche dal Consiglio comunale. In fondo il suo mandato gli deriva da elettorio del PD.

“Il PD di Monte non fa opposizione a Ciliberti – ha affermato Mario– per questo esco dal gruppo consiliare”. Ha praticamente detto “siccome non ho fatto nessuna opposizione esco dal Pd”.

Oggi il PD , a differenza di qualche recrudescenza tardo comunista che sta progressivamente scomparendo, non ha motivi per rattristarsi. Non credo che ci mancheranno i loro contributi politici, sono convinto invece che con il prossimo congresso di circolo si apriranno altre e più importanti prospettive.

Con l’uscita dei Troiano il PD si libera di tanti legacci, di veti incrociati e di rancori politici che i DS prima e il PD poi si sono trascinati da anni. Molti intellettuali, ex amministratori e militanti di partito che vedevano un partito “padronale” oggi ci guardano con speranze e aspettative diverse.

E tutto questo dimostra che il PD, anche tra tante difficoltà, qualche risultato lo ha già ottenuto in questi due anni.

Questi “big” della politica montanara, che vivono di politica, quelli che oggi si schifano dei partiti in cui hanno vissuto e che ora invece esaltano i “movimenti politici”, pensano che dietro di loro ci sia il vuoto, affermano che mancano le prospettive di rinnovamento politico, mancano le possibilità di ricambio generazionale. E lo dicono con arroganza e supponenza che è l'atteggiamento stesso che dimostra che è finito il loro tempo. Per Monte Sant'Angelo hanno già dato e per tanti aspetti hanno già avuto.

Io invece penso che le giovani generazioni guidati al dialogo nei partiti strutturati o nell'associazionismo attivo, possono rappresentare il fondamento per salvare il salvabile e ricostruire un tessuto sociale che a Monet Sant’Angelo appare diviso e devastato dai personalismi. Ed è proprio in visione di questa mia ottica costruttiva che vedo positivamente l’ingresso nel PD del Consigliere Pettinicchio, che si propone con lo spirito propositivo di chi vuole dare il suo contributo senza rinunciare al proprio patrimonio ideologico e culturale. Già con l’ingresso di Felice Scirpoli e Pierpaolo d’Arienzo il PD si arricchito dell’importante pilastro della componente socialista.

In questo contesto pluralista oggi il PD è il luogo del dialogo e del confronto, per l'associazionismo che ci incalza e ci sprona, per anime politiche che lo compongono e per i cittadini che vorranno dare il proprio contributo di idee. L'occasione sarà il prossimo congresso di circolo che confermerà un gruppo di lavoro coerente e coeso e saluterà con piacere l'ingresso di nuove componenti.

Antonio Rignanese

giovedì 12 novembre 2009

Semplicemente geniali...

La faccia tosta ha un'altra faccia. ma i ragazzi dell'ARCI di Monte Sant'Angelo sono stati comunque semplicemente geniali .

Con quattro parole ha detto più di cento tabelloni, senza tante congetture e argomentazioni, hanno detto tutto.

Anche perchè tutti sanno di chi e di cosa si parla, di dove e di quando è avvenuto l'arrogante gesto.

Le "facce di culo" chiamando i carabinieri si sono dimostrati anche privi del senso dell'umorismo.

Siete stati grandi, semplicemente geniali.

domenica 1 novembre 2009

Dalla parte del buon senso


Al contrario di quanto affermato su IdM, il PD non si è schierato al fianco di Ciliberti, ma della parte buon senso.
I temi della legalità, soprattutto se sollevati in circostanze di cronaca di un certo rilievo, non si possono e non si debbono abbassare al livello della faziosità politica.
Anzi, questi sono i momenti in cui una comunità civile deve lavorare per UNIRSI.
Certo minimizzare è un errore che un sindaco non può e non deve compiere.
Quello che dobbiamo cercare in questi momenti è l'unità di intenti, dobbiamo fissare obiettivi comuni che non abbiano connotazione politica e diritti di primogenitura.
In ballo non c'è una amministrazione già allo sbando e condannata a se stessa, tantomeno una possibile futura amministrazione, in ballo c'è il futuro di una comunità che purtroppo, per tanti aspetti, stà imparando a convivere con l'illegalità diffusa.
Comprensibile è la "stizza" della società civile e del mondo giovanile, ma credo che oggi più che mai, ognuno possa fare un passo indietro, non inasprire ulteriormente gli animi e porsi nell'atteggiamento di voler creare una PROSPETTIVA COMUNE per il rilancio di una città unita e solidale.
Il PD non scende nella polemica e questo non vuol dire che sposa la linea del sindaco. Si è già avviato un cammino per creare un percorso condiviso (da tutti:partiti, associazioni, istituzioni,...) per raggiungere obiettivi comuni che si possano tradurre in ATTI CONCRETI. Queato cammino non si può e non si deve fare su strade parallele.

lunedì 20 aprile 2009

La matita!


Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto, le domandò:”Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote
E’ vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”
Incuriosito il bambino guardò la matita, senza trovare alcunché di speciale.
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.“
Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi.
“Dio”: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
“Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E’ un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
“Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
“Quarta qualità: ciò che è realmente importante della matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
“Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.”

(Paulo Coelho: “Sono come il fiume che scorre”)

martedì 14 aprile 2009

La scuola di oggi è società di domani


(Relazione al seminario del 7 aprile)

Perché questo titolo? Abbiamo voluto utilizzare questo slogan perché racchiude in se il senso del ruolo che si deve dare al sistema formativo.
In tutte premesse dei programmi ministeriali c’è un filo conduttore comune: la “formazione dell’uomo e del cittadino”
Ma quale uomo e quale cittadino hanno in mente il Min. Tremonti e il Min. Brunetta? E ancora, quale uomo e quale cittadino ha in mente la Gelmini?
Questo governo tende all’essenzializzazione della scuola pubblica a tutto vantaggio della scuola privata.
Il Governo Berlusconi ha iniziato il suo percorso di demolizione della scuola pubblica partendo dall’ all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Finanziaria estiva) “…nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007/2008.”…“devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. (8 Miliardi di euro)
Stiamo parlando di un provvedimento legislativo di carattere FINANZIARIO che va verso il contenimento della spesa pubblica.
La Gelmini nel suo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prevede in tre anni a partire dal 2009 la riduzione di 87.400 docenti e 44.500di personale ATA.
A partire da settembre 2009, si ridurranno 50.000 unità tra docenti e ATA, si calcola che a 20.000 docenti precari e 15.000 di precari ATA non saranno riconfermati gli incarichi annuali.
Da una parte il governo Prodi prevedeva la stabilizzazione di 150.000 precari (di cui 50.000 immessi in ruolo entro il settembre 2007).
Dall’altra parte riduzione e tagli.
Vedete, la riduzione del numero dei docenti così coma sarà attuata, non è un problema esclusivamente sindacale, ma è fondamentalmente un problema didattico e pedagogico.
Ridurre il numero di insegnanti significa modificare radicalmente l’assetto organico con conseguenze gravi sulla CONTINUITA’ dell’insegnamento. Il cambiamento strutturale non sarà progressivo, ma coinvolgerà tutte le classi anche quelle intermedie.
Si alimenta così l’instabilità a scapito della qualità del servizio.
In questi giorni nella scuola si vive un clima di precarietà e di disagio diffuso, i docenti controllano le graduatorie d’istituto dei perdenti posto, partono ricorsi, si sfoderano le 104, vere e presunte, lo stesso accade per il personale ATA, e questo avviene in quasi tutte le scuola d’Italia.
I perdenti posto vivono ore di crisi esistenziale e di incertezza.
Questo disagio, che mette tutti contro tutti, si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dell’insegnamento.
L’attacco alla scuola pubblica, mediatico prima e normativo poi, parte con l’operazione nostalgia che evoca il “maestro unico”. Ci ricordiamo ancora la telefonata in diretta a Porta a Porta della maestra della Gelmini. Si parla di grembiulino obbligatorio, il voto in condotta, …solo fumo negli occhi.
Si diffondono false informazioni:”Perché pagare tre maestri quando ne basta uno?”
Come insegnanti di scuola elementare siamo stati messi sul banco degli imputati e additati come coloro che vanno a scuola per passare tempo (…tre insegnanti per classe? …ma che fanno?). Come coloro che sono i fannulloni che rubano lo stipendio.
Si da inizio ad una pseudo riforma, anzi ad una “manutenzione” della scuola, così come loro stessi l’hanno indicata, con un decreto legge.
Il DL 137 che introduce il maestro unico, tra le altre novità, tratta gli insegnanti e la scuola allo stesso modo dei teppisti allo stadio. L’utilizzo del decreto legge se può essere utile per affrontare l’emergenza come ad esempio la “violenza negli stadi” e per modificare tutto e subito (esautorando il Parlamento), non è certo lo strumento migliore per agire in un contesto così complesso come quello della scuola.
Come se la scuola lasciata da Fioroni fosse una emergenza nazionale!
Questo decisionismo, che vuole dimostrare efficienza ed efficacia, non tiene minimamente conto del mondo pedagogico e accademico della scuola, non tiene minimamente conto del più moderno e accreditato pensiero psico-pedagogico.
La legge 148/’90 che introdusse il modulo nelle scuole elementari era stata preceduta da un triennio di sperimentazione. Si consideravano i bisogni formativi alla luce dei recenti “Programmi didattici“ del ’85 (scaturiti dalla commissione Fassino).
Le ragioni erano squisitamente pedagogiche.
Io sono entrato nel ’91 nella scuola elementare, contestualmente ai moduli, ricordo ancora la difficoltà di alcuni e l’entusiasmo di altri colleghi più anziani a lavorare per classi aperte, per gruppi e in compresenza.
Si ampliava l’offerta formativa, si aumentava il tempo scuola, si superava la figura dell’insegnante tuttologo.
Si usciva dalla “monade della classe” e si dava agli stessi insegnanti la possibilità di crescere, di sviluppare le proprie propensioni e attitudini (ambito Matemato-Sc; Linguistico; Antropologico).
Gli insegnanti dal confronto, dallo scambio di esperienze e di idee, nel modulo ottenevano, e per fortuna ancora si ottiene, quella formazione in itinere che porta al sapere, al saper fare e saper essere insegnante.
Sul maestro unico si potrebbero citare tante dichiarazioni sindacali ma il problema non è sindacale, si potrebbero snocciolare cifre e classifiche sulla nostra scuola elementare che ci viene invidiata e copiata in tante parti del mondo.
Ma credo sia importante citare un ordine del giorno delle maggiori Associazioni Pedagogiche italiane come la Siped – Società italiana di pedagogia; Sird – Società italiana di ricerca didattica; Cirse – Centro italiano di ricerca storico-educativa, Siref – Società italiana di ricerca educativa e formativa; che in un documento congiunto esprimono tutta la loro contrarietà alla figura del maestro unico.
Con il ritorno al maestro unico si vorrebbe incarnare l’UNITARIETA’ dell’insegnamento nella figura unica di riferimento.
Di contro si evidenzia:… “Il modulo organizzativo della scuola primaria…… prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti stessi un progressivo approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed è stata dunque una misura che è andata nella direzione di un irrobustimento dell’alfabetizzazione di base, oltre a garantire una pluralità di punti di vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue forme.”
….Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che risulta invece arricchita dall’attuale pluralità di figure.”
“…Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la preparazione specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e quindi rendere più fragile ed incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi. Il tenore complessivo delle competenze realizzate dagli alunni nel corso della formazione scolastica verrebbe inevitabilmente a soffrirne. In prospettiva, il capitale intellettuale prodotto dal nostro sistema scolastico tenderebbe a diminuire, e con esso la competitività socio-economica del nostro Paese.”
(Invece si vuole tornare al classico Leggere, Scrivere e Far di conto)
Concludono “…Le associazioni pedagogiche chiedono, perciò, al Governo un serio e accurato ripensamento in merito alla questione della pluralità dei docenti nella scuola primaria.”
Un analogo parere è stato espresso dal CNPI
Dopo ampia motivazione esprime la più netta contrarietà anche il CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, nell’ Adunanza del 12 febbraio 2009, sullo schema di regolamento del Min. Gelmini.
Voglio solo citare le conclusioni:
“Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal DPR 275/99.” (LEGGE SULL’AUTONOMIA delle Ist. Scolastiche varata dal centrosinistra)
“Il CNPI rileva come il Regolamento, nel prospettare un’ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover riorientare le scelte e riorganizzare l’offerta.
Il CNPI ritiene, infine, che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:
• compromette l’efficacia dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;
• lede la dignità dell’istituzione scolastica pubblica
• non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull’intero territorio nazionale. “

Ma se non sono state recepite tutte le istanze dei sindacati, del mondo scolastico (ricordo lo sciopero del 30 ottobre scorso, io c’ero e con me milioni di persone), e del mondo Accademico e Pedagogico, COME HANNO RISPOSTO LE FAMIGLIE alla luce della chiusura delle iscrizioni avvenute il 28 febbraio scorso?
QUALI SONO STATE LE LORO RICHIESTE, LE LORO ESIGENZE?
Considerato che a un mese di distanza non ci sono ancora dati ufficiali in merito -pubblicizzati e sbandierati- dal Ministero (il sintomo è che i dati sono a dir poco imbarazzanti), dai risultati emersi dalle iscrizioni, pare che il 56% delle famiglie ha chiesto le 30 ore e il 34% le 40 ore settimanali CON IL TEMPO PIENO, e soltanto il 3% ha scelto il modello breve a 24 ore settimanali.
Le famiglie bocciano in modo inequivocabile la riforma del maestro unico e la riduzione delle ore di lezione volute dal Governo.
Le famiglie hanno chiaramente bocciato la Gelmini.
C’è da chiedersi inoltre, visti gli impegni assunti dal premier per il tempo pieno, come faranno a garantire almeno 3500 classi a 40 ore con due insegnanti, occorrerebbero altri 7000 maestre?
Sarà però difficile assicurare al 90% delle famiglie il tempo prolungato senza ridurre i tagli previsti dalla Finanziaria. Noi del PD ci proviamo.
Come faranno i Comuni, sui quali si riversano i costi della scuola di base, a garantire le mense?
A Monte Sant’Angelo le tre scuole di base, hanno chiesto al Sindaco la mensa per la scuola primaria, ma tutti sappiamo che sarà solo una pia illusione!
Quest’anno l’amministrazione ha aumentato il costo del buono mensa a carico delle famiglie di circa il 50% e ha ridotto il numero dei giorni di erogazione del servizio mensa della scuola dell’infanzia.
Mi viene molto difficile immaginare che si possa portare il tempo pieno di 40 ore anche a Monte Sant’Angelo.
In questi giorni il quadro dei tagli sulla scuola si va definitivamente completando anche per la scuola media e per la scuola superiore.
Oggi il governo Berlusconi sta ponendo in essere un attacco frontale mirato e ideologico.
E’ un attacco mirato e ideologico verso il personale scolastico:
• perché gli insegnanti con la loro formazione umanistica hanno un orientamento politico di centro sinistra;
• perchè per la maggior parte donne; (99%-97%-65%)
• certamente perché per la maggior parte degli insegnanti sono meridionali
In questo quadro nazionale cosa accadrà a Monte Sant’Angelo dal 1° di settembre?
Studenti e famiglie avranno:
• meno ore di scuola;
• meno ore di compresenza e meno insegnamento individualizzato;
• meno visite guidate e viaggi d’istruzione;
• meno vigilanza e sicurezza;
… in compenso però si prevedono più alunni per classe.
Per Monte Sant’Angelo questo attacco al personale della scuola sarà certamente percepito anche nell’economia cittadina e le ripercussioni saranno significative.
Tanti sono i collaboratori, gli assistenti amministrativi i docenti e i dirigenti scolastici che operano nella scuola della provincia così come al nord del Paese.
Per certi aspetti possiamo affermare che noi di monte PRODUCIAMO ED ESPORTIAMO LA SCUOLA.
E’ per noi anche una fonte di reddito importante.
Noi del PD affidiamo alla scuola larghi compiti per la crescita di un Paese civile, democratico e al passo con le sfide dell’economia.
Investire sulla formazione oggi garantisce la crescita dell’uomo e del cittadino, ma anche di una posizione economica più vantaggiosa per il Paese.
Nell’economia globale che è basata sulla conoscenza, lo stato di salute del sistema socio-economico nazionale è legato al tenore delle competenze disciplinari e relazionali acquisiste dalle persone nei percorsi di formazione.
Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida dell’istruzione.
Per affrontarla con successo la crisi occorre assicurare a tutti la padronanza delle conoscenze fondamentali dei saperi linguistici, storici e matematico-scientifici. Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin dall’inizio della scuola primaria.
La crisi economica si combatte investendo sulla formazione e non tagliando
Anche perché i risparmi di oggi saranno i costi di domani.
Alla scuola si chiede di sviluppare l’ Ed alla legalità, l’ed. stradale, alla cittadinanza, l’ed sessuale e alla salute… tutto si chiede alla scuola in termini di informazione e di formazione, ed è opportuno che la scuola svolga questi compi.
E’ pertanto cruciale che questa istituzione e il mondo pedagogico siano messi nelle condizioni migliori per poter assolvere adeguatamente al loro compito.
In un importantissimo convegno della Società Italiana di Pedagogia e dell’Università Di Foggia svoltosi agli inizi del mese di Giugno dello scorso anno proprio a Monte Sant’Angelo i vari pedagogisti che si sono susseguiti (Baldacci, Elio Damiano, Frabboni, Scurati Chiosso) hanno rivendicato alla PEDAGOGIA il compito di avanzare analisi e proposte per una scuola contraddistinta da un’ispirazione pluralista e una logica autonoma.
Invece l’alternanza tra i poli politici ha ribadito ripetutamente logiche e indirizzi contrapposti.
E’ la pedagogia che deve elaborare un progetto-scuola caratterizzato da un proprio autonomo fondamento, indipendente dalle stagioni politiche.
L’autonomia della pedagogia, inoltre, è legata al suo pluralismo, alla sua indipendenza da ogni visione di parte, alla ricchezza e all’articolazione dei suoi paradigmi teorici.
Il PD non vuole fare della scuola il luogo dello scontro politico.
Voglio citare, solo passando, per esempio e senza rivangare sui vari errori politici dell’amministrazione Ciliberti, il fallito tentativo di accorpamento dei due Istituti comprensivi. Un accorpamento deciso e voluto da pochi contro la volontà del personale scolastico oltre che degli utenti, le famiglie.
In Consiglio Comunale il voto risicato della maggioranza è diventato per la Giunta di Ciliberti una questione di “fiducia” verso l’Amministrazione, una questione di vita o di morte. (e su questo gli amici di IdV mi potrebbero dare conferma)
Noi crediamo che il compito della politica è guidare il Paese o una comunità come la nostra coinvolgendo tutti i protagonisti.
Tutte le riforme sono destinate a fallire se non sono precedute da un percorso di condivisione e di coinvolgimento di coloro che sono i destinatari del processo stesso di riforma.
Sul tema della Formazione, in modo particolare sulla scuola superiore, noi del PD ci vogliamo confrontare.
Crediamo che non basta lanciare l’idea di una scuola alberghiera da costruire a Macchia, per rilanciare le sorti della scuola superiore di Monte Sant’Angelo, ma crediamo sia opportuno, cominciando da oggi, aprire un dialogo costruttivo per capire insieme di “quale formazione hanno bisogno i giovani montanari?”
In questi giorni noi del PD, con il segretario Franceschini, stiamo presentando il piano scuola e partiamo da una PETIZIONE POPOLARE, una raccolta di firme per chiedere con forza di poter portare in Parlamento le nostre controproposte che prevedono in parte quanto già ho esposto ma in modo particolare:
VOGLIAMO
• una scuola pubblica di qualità, più autonoma e radicata nel territorio;
• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno;
• una scuola più sicura
INDIVIDUIAMO 5 EMERGENZE:
1. Soddisfare le richeste delle famiglie;
2. Assegnare risorse adeguate;
3. Bloccare l’espulsione di 87000 docenti e 44500 ATA;
4. EDIFICI SCOLASTICI più sicuri;
5. Evitare la chiusura delle piccole scuole.

PROPONIAMO
1. Gli studenti al primo posto: diritto alla studio e successo scolastico;
2. Piano straordinario di aggiornamento dei docenti;
3. Valutazione delle scuole e dei docenti;
4. Personale certo e stabile;
5. Sperimentazione per il miglior utilizzo delle risorse;
6. Riforma della scuola superiore e obbligo di istruzione a 16 anni.
7. Apprendimento per tutta la vita.
8. Stabilizzazione e indennità di disoccupazione per i precari stabilizzare 50.000 docenti e 10 mila ATA per altre due annualità così come era previsto dal precedente governo Prodi , un governo a favore della scuola!

domenica 22 marzo 2009

Poveri scaloni di via Torre dei Giganti.


Anche quest'anno in occasione dei Falò di San Giuseppe si è consumato l'ennesimo sfregio agli scaloni di via Torre dei Giganti.
Per fare mea culpa anche io da piccolo con gli amici della mia "razza dei Cappuccini", allestivamo il falò appena sopra la fontana. Poi ci fu impedito e ci spiegarono che il falò (che tutti noi amiamo) danneggiava la pietra locale di cui sono fatti gli scaloni.
Da quell'anno in poi spostammo il falò in un altro posto.
Come è possibile che nessuno ha visto l'imponenza del falò allestito quest'anno in cima agli scaloni?
Chi ha dato l'autorizzazione?
Quella scalinata, molto bella e fotografata da pellegrini e turisti, è completamente lasciata a se stessa!
Altro che Unesco!
Vi invito a vedere i danni subiti quest'anno ( e anche quelli perpetuati da noi bambini).
Scusate lo sfogo, spero che il prossimo anno si possano impedire altri danni.