mercoledì 27 marzo 2013
"...ma allora non hai capito?!?!"
Stamattina mi è capitato ancora una volta di sentirmi ripetere: "...ma allora non hai capito?!?!", e io, pur riconoscendo i miei limiti di comprendonio, "... si ho capito, ma lei non vuol nemmeno ascoltare?!?!".
La realtà è che c'è chi vuole "imporre" un ragionamento con il piglio del comando e se ne frega di quello che pensi, di quello a cui una discussione sana può portare, verso un avvicinamento di idee.
A questo punto mi devo convincere: è uno/a che non capisce niente e lo dico con il massimo della cognizione!!!
mercoledì 1 giugno 2011
Caro Nichi...
Caro Nichi,
sono i giorni della vittoria e delle soddisfazioni per quello che sta succedendo sullo scenario politico nazionale.
Tuttavia noi del centrosinistra che viviamo palcoscenici meno prestigiosi abbiamo bisogno di risposte.
In ballo c'è la Tua credibilità.
Noi abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere una logica di governabilità concreta.
Ma oggi sono anche i giorni delle Verità!
A Monte Sant'Angelo abbiamo bisogno di risposte!
Altrimenti il filo di demarcazione che separa le chiacchere dalla concretezza, la governabilità dalla demagogia si spezza miseramente e il sogno s'infrange sulle aride rocce della realtà!
Il mio monito è rivolto con rispetto ed ottimismo, con la franchezza che si deve avere verso le persone care.
Con stima!
Antonio Rignanese.
martedì 26 aprile 2011
Guerra e/è soldi...

sabato 23 aprile 2011
Buona Pasqua!!!!
sabato 9 aprile 2011
Come se nulla fosse accaduto
domenica 14 novembre 2010
Carcassa di un grosso pesce spiaggiato
mercoledì 13 ottobre 2010
Genitori e figli... sempre più distanti!

mercoledì 6 ottobre 2010
Il nostro PD

Quando quelle famose primarie del 14 ottobre sancirono la nascita ufficiale del PD, le nostre asettative erano enormi. Si usava un'altra terminologia:codice etico, rinnovamento, quote rosa, partecipazione, primarie, cumulabilità di incarichi, insomma nello stesso tempo che Obama faceva sognare anche per l'Italia un'altra politica.
A qualche anno di distanza non vi nascondo che tante aspettative si sono ridimensionate, soprattutto a livello locale e provinciale.
Sono molto deluso e trovo difficile capire come mai alle ultime elezioni regionali il Cons. comunale Damiano Totaro e il suo staf facevano votare il PD e il Cons. Regionale Dino Marino.
Allora mi chiedo, quale credibilità può avere questo PD?
Come è possibile che si debba necessariamente raschiare il fondo?
Come possiamo avere credibilità se a Monte Sant'Angelo un'amministrazione ormai rattoppata si appoggia su questi politici dell'interesse che "all'occorrenza" si votano il consigliere regionale referente.
E' normale che in campagna elettorale Dino Marino viene a Monte nel suo comitato elettorale Benestare-Totaro e snobba completamente il Circolo cittadino?
Noi chiediamo i voti genuini per Pasquale Palumbo e loro gestiscono la cosa pubblica.
Ed è per questo che qualche mese fa ho rassegnato le dimissioni dalla dirigenza locale del PD.
Chi tutela la nostra faccia e la nostra credibilità?
Che dice il segretario provinciale di quanto accade?
E allora, o il PD si appropria di quella terminologia fatta di valori e di contenuti, cerca di assolve il ruolo di partito unitario e compatto oppure questo comitato elettorale sarà destinato al fallimento.
Molte volte ho chiesto di prendere ufficialmente le distanze da questo modo di fare, dai trasformismi e dalle ecisioni prese altrove, tante volte ho messo la faccia, ma ora o si cambia passo oppure siamo anche noi come il Pdl.
C'è bisogno di ritrovare forma e soatanza. Modi di essere e di fare.
Metodi e non solo mezzi per conseguire cariche politiche.
Con questo però oggì non mollo, non rinuncio a quanto abbiamo già costruito. C'è ancor tanto da fare.
Lo so che ci vuole tempo, ma la storia ci darà ragione.
Antonio Rignanese
mercoledì 17 febbraio 2010
Paradiso o inferno?
Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all'istante.
Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali.
A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione...
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati.
A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d'oro, al centro della quale s'innalzava una fontana da cui sgorgava dell'acqua cristallina.
Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
- "Buongiorno"
- "Buongiorno" rispose il guardiano.
- "Che luogo è mai questo, tanto bello?"
- "E' il cielo“
- "Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!"
- "Puoi entrare e bere a volontà".
Il guardiano indicò la fontana.
- "Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete"
- "Mi dispiace molto", disse il guardiano,
"ma qui non è permesso l'entrata agli animali".
L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì.
Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta,
che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello;
probabilmente era addormentato.
"Buongiorno" disse il viandante.
L'uomo fece un cenno con il capo.
- "Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete".
- "C'è una fonte fra quei massi", disse l'uomo, indicando il luogo,
e aggiunse:
- "Potete bere a volontà".
L'uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare.
"Tornate quando volete", rispose l'uomo.
A proposito, come si chiama questo posto?"
- " CIELO."
- "Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!"
- "Quello non è il cielo, è l'inferno".
Il viandante rimase perplesso.
"Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome!
Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!"
"Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore.
Perché là si fermano tutti quelli che non esitano
ad abbandonare i loro migliori amici...."
Rispose il guardiano
Non abbandonare mai i tuoi veri Amici
Perchè:
Trovare un Amico è una Grazia,
Avere un Amico è un Regalo,
Conservare un Amico è una Virtù....
Di Paulo Coelho
Vi è piaciuto questo racconto? Cosa ne pensate?
A me è piaciuto molto, ed approvo in pieno questo finale perchè di cosidetti amici se ne trovano a bizzeffe in giro, ma bisogna vedere se sono veramente tali e se sappiamo sul serio conservarli, perchè l'amicizia, è come un
"castello di sabbia, difficilissimo da costruire ,facilissimo da rompere"
venerdì 29 gennaio 2010
VASO DELLA MAIONESE
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori finche ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... E non solo nelle occasioni importanti!
Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni,tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf, le cose che contano davvero. Fissate le priorità...Il resto è solo Sabbia.
venerdì 1 gennaio 2010
A Monte Sant'Angelo non si potranno più fare queste foto!
Questa è una foto di Glauco Fallani che saluto e ringrazio per aver esaltato la poesia di paese che sta scomparendo.
Le due anziane signore che "conzano le foglie" sul chianghettato davanti la porta di casa con la "rezza menata"...
giovedì 31 dicembre 2009
Confronto democratico: vinca l migliore.


La politica, quella democratica, è competizione per antonomasia. Competizione di idee e progetti e non solo di uomini e poltrone. Se non c'è il "messia", purtroppo è necessario schierarsi! Noi del centrosinstra non abbiamo "l'unto dal Signore". L'importante è che ci sia lealtà, confronto e rispetto delle parti. E poi vinca democraticamente il migliore.
martedì 22 dicembre 2009
giovedì 17 dicembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
Il PD GUARDA AVANTI
L’ultimo Consiglio Comunale insieme all’ennesimo fallimento politico del sindaco e di Uniti per Monte, ha aperto per il PD nuovi scenari. Il Consigliere Mario Troiano ha finalmente rotto gli indugi e ha dichiarato di uscire dal gruppo consiliare del PD adducendo motivazioni puerili e meschine per mascherare i trasformistici intenti elettorali per le prossime elezioni regionali.
Chiunque voglia fare altri percorsi politici è libero di farli, ma non deve mancare di rispetto per chi, non senza imbarazzi, ha dovuto spesso giustificare scelte politiche a favore di incarichi di prestigio verso gli elettori che lo hanno eletto nell’Ulivo.
Sarebbe stato più corretto uscire anche dal Consiglio comunale. In fondo il suo mandato gli deriva da elettorio del PD.
“Il PD di Monte non fa opposizione a Ciliberti – ha affermato Mario– per questo esco dal gruppo consiliare”. Ha praticamente detto “siccome non ho fatto nessuna opposizione esco dal Pd”.
Oggi il PD , a differenza di qualche recrudescenza tardo comunista che sta progressivamente scomparendo, non ha motivi per rattristarsi. Non credo che ci mancheranno i loro contributi politici, sono convinto invece che con il prossimo congresso di circolo si apriranno altre e più importanti prospettive.
Con l’uscita dei Troiano il PD si libera di tanti legacci, di veti incrociati e di rancori politici che i DS prima e il PD poi si sono trascinati da anni. Molti intellettuali, ex amministratori e militanti di partito che vedevano un partito “padronale” oggi ci guardano con speranze e aspettative diverse.
E tutto questo dimostra che il PD, anche tra tante difficoltà, qualche risultato lo ha già ottenuto in questi due anni.
Questi “big” della politica montanara, che vivono di politica, quelli che oggi si schifano dei partiti in cui hanno vissuto e che ora invece esaltano i “movimenti politici”, pensano che dietro di loro ci sia il vuoto, affermano che mancano le prospettive di rinnovamento politico, mancano le possibilità di ricambio generazionale. E lo dicono con arroganza e supponenza che è l'atteggiamento stesso che dimostra che è finito il loro tempo. Per Monte Sant'Angelo hanno già dato e per tanti aspetti hanno già avuto.
Io invece penso che le giovani generazioni guidati al dialogo nei partiti strutturati o nell'associazionismo attivo, possono rappresentare il fondamento per salvare il salvabile e ricostruire un tessuto sociale che a Monet Sant’Angelo appare diviso e devastato dai personalismi. Ed è proprio in visione di questa mia ottica costruttiva che vedo positivamente l’ingresso nel PD del Consigliere Pettinicchio, che si propone con lo spirito propositivo di chi vuole dare il suo contributo senza rinunciare al proprio patrimonio ideologico e culturale. Già con l’ingresso di Felice Scirpoli e Pierpaolo d’Arienzo il PD si arricchito dell’importante pilastro della componente socialista.
giovedì 12 novembre 2009
Semplicemente geniali...
La faccia tosta ha un'altra faccia. ma i ragazzi dell'ARCI di Monte Sant'Angelo sono stati comunque semplicemente geniali . domenica 1 novembre 2009
Dalla parte del buon senso
I temi della legalità, soprattutto se sollevati in circostanze di cronaca di un certo rilievo, non si possono e non si debbono abbassare al livello della faziosità politica.
Anzi, questi sono i momenti in cui una comunità civile deve lavorare per UNIRSI.
Certo minimizzare è un errore che un sindaco non può e non deve compiere.
Quello che dobbiamo cercare in questi momenti è l'unità di intenti, dobbiamo fissare obiettivi comuni che non abbiano connotazione politica e diritti di primogenitura.
Comprensibile è la "stizza" della società civile e del mondo giovanile, ma credo che oggi più che mai, ognuno possa fare un passo indietro, non inasprire ulteriormente gli animi e porsi nell'atteggiamento di voler creare una PROSPETTIVA COMUNE per il rilancio di una città unita e solidale.
Il PD non scende nella polemica e questo non vuol dire che sposa la linea del sindaco. Si è già avviato un cammino per creare un percorso condiviso (da tutti:partiti, associazioni, istituzioni,...) per raggiungere obiettivi comuni che si possano tradurre in ATTI CONCRETI. Queato cammino non si può e non si deve fare su strade parallele.
lunedì 20 aprile 2009
La matita!

martedì 14 aprile 2009
La scuola di oggi è società di domani

In tutte premesse dei programmi ministeriali c’è un filo conduttore comune: la “formazione dell’uomo e del cittadino”
Ma quale uomo e quale cittadino hanno in mente il Min. Tremonti e il Min. Brunetta? E ancora, quale uomo e quale cittadino ha in mente la Gelmini?
Questo governo tende all’essenzializzazione della scuola pubblica a tutto vantaggio della scuola privata.
Il Governo Berlusconi ha iniziato il suo percorso di demolizione della scuola pubblica partendo dall’ all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Finanziaria estiva) “…nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007/2008.”…“devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. (8 Miliardi di euro)
Stiamo parlando di un provvedimento legislativo di carattere FINANZIARIO che va verso il contenimento della spesa pubblica.
La Gelmini nel suo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prevede in tre anni a partire dal 2009 la riduzione di 87.400 docenti e 44.500di personale ATA.
A partire da settembre 2009, si ridurranno 50.000 unità tra docenti e ATA, si calcola che a 20.000 docenti precari e 15.000 di precari ATA non saranno riconfermati gli incarichi annuali.
Da una parte il governo Prodi prevedeva la stabilizzazione di 150.000 precari (di cui 50.000 immessi in ruolo entro il settembre 2007).
Dall’altra parte riduzione e tagli.
Vedete, la riduzione del numero dei docenti così coma sarà attuata, non è un problema esclusivamente sindacale, ma è fondamentalmente un problema didattico e pedagogico.
Ridurre il numero di insegnanti significa modificare radicalmente l’assetto organico con conseguenze gravi sulla CONTINUITA’ dell’insegnamento. Il cambiamento strutturale non sarà progressivo, ma coinvolgerà tutte le classi anche quelle intermedie.
Si alimenta così l’instabilità a scapito della qualità del servizio.
In questi giorni nella scuola si vive un clima di precarietà e di disagio diffuso, i docenti controllano le graduatorie d’istituto dei perdenti posto, partono ricorsi, si sfoderano le 104, vere e presunte, lo stesso accade per il personale ATA, e questo avviene in quasi tutte le scuola d’Italia.
I perdenti posto vivono ore di crisi esistenziale e di incertezza.
Questo disagio, che mette tutti contro tutti, si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dell’insegnamento.
L’attacco alla scuola pubblica, mediatico prima e normativo poi, parte con l’operazione nostalgia che evoca il “maestro unico”. Ci ricordiamo ancora la telefonata in diretta a Porta a Porta della maestra della Gelmini. Si parla di grembiulino obbligatorio, il voto in condotta, …solo fumo negli occhi.
Si diffondono false informazioni:”Perché pagare tre maestri quando ne basta uno?”
Come insegnanti di scuola elementare siamo stati messi sul banco degli imputati e additati come coloro che vanno a scuola per passare tempo (…tre insegnanti per classe? …ma che fanno?). Come coloro che sono i fannulloni che rubano lo stipendio.
Si da inizio ad una pseudo riforma, anzi ad una “manutenzione” della scuola, così come loro stessi l’hanno indicata, con un decreto legge.
Il DL 137 che introduce il maestro unico, tra le altre novità, tratta gli insegnanti e la scuola allo stesso modo dei teppisti allo stadio. L’utilizzo del decreto legge se può essere utile per affrontare l’emergenza come ad esempio la “violenza negli stadi” e per modificare tutto e subito (esautorando il Parlamento), non è certo lo strumento migliore per agire in un contesto così complesso come quello della scuola.
Come se la scuola lasciata da Fioroni fosse una emergenza nazionale!
Questo decisionismo, che vuole dimostrare efficienza ed efficacia, non tiene minimamente conto del mondo pedagogico e accademico della scuola, non tiene minimamente conto del più moderno e accreditato pensiero psico-pedagogico.
La legge 148/’90 che introdusse il modulo nelle scuole elementari era stata preceduta da un triennio di sperimentazione. Si consideravano i bisogni formativi alla luce dei recenti “Programmi didattici“ del ’85 (scaturiti dalla commissione Fassino).
Le ragioni erano squisitamente pedagogiche.
Io sono entrato nel ’91 nella scuola elementare, contestualmente ai moduli, ricordo ancora la difficoltà di alcuni e l’entusiasmo di altri colleghi più anziani a lavorare per classi aperte, per gruppi e in compresenza.
Si ampliava l’offerta formativa, si aumentava il tempo scuola, si superava la figura dell’insegnante tuttologo.
Si usciva dalla “monade della classe” e si dava agli stessi insegnanti la possibilità di crescere, di sviluppare le proprie propensioni e attitudini (ambito Matemato-Sc; Linguistico; Antropologico).
Gli insegnanti dal confronto, dallo scambio di esperienze e di idee, nel modulo ottenevano, e per fortuna ancora si ottiene, quella formazione in itinere che porta al sapere, al saper fare e saper essere insegnante.
Sul maestro unico si potrebbero citare tante dichiarazioni sindacali ma il problema non è sindacale, si potrebbero snocciolare cifre e classifiche sulla nostra scuola elementare che ci viene invidiata e copiata in tante parti del mondo.
Ma credo sia importante citare un ordine del giorno delle maggiori Associazioni Pedagogiche italiane come la Siped – Società italiana di pedagogia; Sird – Società italiana di ricerca didattica; Cirse – Centro italiano di ricerca storico-educativa, Siref – Società italiana di ricerca educativa e formativa; che in un documento congiunto esprimono tutta la loro contrarietà alla figura del maestro unico.
Con il ritorno al maestro unico si vorrebbe incarnare l’UNITARIETA’ dell’insegnamento nella figura unica di riferimento.
Di contro si evidenzia:… “Il modulo organizzativo della scuola primaria…… prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti stessi un progressivo approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed è stata dunque una misura che è andata nella direzione di un irrobustimento dell’alfabetizzazione di base, oltre a garantire una pluralità di punti di vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue forme.”
….Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che risulta invece arricchita dall’attuale pluralità di figure.”
“…Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la preparazione specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e quindi rendere più fragile ed incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi. Il tenore complessivo delle competenze realizzate dagli alunni nel corso della formazione scolastica verrebbe inevitabilmente a soffrirne. In prospettiva, il capitale intellettuale prodotto dal nostro sistema scolastico tenderebbe a diminuire, e con esso la competitività socio-economica del nostro Paese.”
(Invece si vuole tornare al classico Leggere, Scrivere e Far di conto)
Concludono “…Le associazioni pedagogiche chiedono, perciò, al Governo un serio e accurato ripensamento in merito alla questione della pluralità dei docenti nella scuola primaria.”
Un analogo parere è stato espresso dal CNPI
Dopo ampia motivazione esprime la più netta contrarietà anche il CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, nell’ Adunanza del 12 febbraio 2009, sullo schema di regolamento del Min. Gelmini.
Voglio solo citare le conclusioni:
“Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal DPR 275/99.” (LEGGE SULL’AUTONOMIA delle Ist. Scolastiche varata dal centrosinistra)
“Il CNPI rileva come il Regolamento, nel prospettare un’ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover riorientare le scelte e riorganizzare l’offerta.
Il CNPI ritiene, infine, che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:
• compromette l’efficacia dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;
• lede la dignità dell’istituzione scolastica pubblica
• non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull’intero territorio nazionale. “
Ma se non sono state recepite tutte le istanze dei sindacati, del mondo scolastico (ricordo lo sciopero del 30 ottobre scorso, io c’ero e con me milioni di persone), e del mondo Accademico e Pedagogico, COME HANNO RISPOSTO LE FAMIGLIE alla luce della chiusura delle iscrizioni avvenute il 28 febbraio scorso?
QUALI SONO STATE LE LORO RICHIESTE, LE LORO ESIGENZE?
Considerato che a un mese di distanza non ci sono ancora dati ufficiali in merito -pubblicizzati e sbandierati- dal Ministero (il sintomo è che i dati sono a dir poco imbarazzanti), dai risultati emersi dalle iscrizioni, pare che il 56% delle famiglie ha chiesto le 30 ore e il 34% le 40 ore settimanali CON IL TEMPO PIENO, e soltanto il 3% ha scelto il modello breve a 24 ore settimanali.
Le famiglie bocciano in modo inequivocabile la riforma del maestro unico e la riduzione delle ore di lezione volute dal Governo.
Le famiglie hanno chiaramente bocciato la Gelmini.
C’è da chiedersi inoltre, visti gli impegni assunti dal premier per il tempo pieno, come faranno a garantire almeno 3500 classi a 40 ore con due insegnanti, occorrerebbero altri 7000 maestre?
Sarà però difficile assicurare al 90% delle famiglie il tempo prolungato senza ridurre i tagli previsti dalla Finanziaria. Noi del PD ci proviamo.
Come faranno i Comuni, sui quali si riversano i costi della scuola di base, a garantire le mense?
A Monte Sant’Angelo le tre scuole di base, hanno chiesto al Sindaco la mensa per la scuola primaria, ma tutti sappiamo che sarà solo una pia illusione!
Quest’anno l’amministrazione ha aumentato il costo del buono mensa a carico delle famiglie di circa il 50% e ha ridotto il numero dei giorni di erogazione del servizio mensa della scuola dell’infanzia.
Mi viene molto difficile immaginare che si possa portare il tempo pieno di 40 ore anche a Monte Sant’Angelo.
In questi giorni il quadro dei tagli sulla scuola si va definitivamente completando anche per la scuola media e per la scuola superiore.
Oggi il governo Berlusconi sta ponendo in essere un attacco frontale mirato e ideologico.
E’ un attacco mirato e ideologico verso il personale scolastico:
• perché gli insegnanti con la loro formazione umanistica hanno un orientamento politico di centro sinistra;
• perchè per la maggior parte donne; (99%-97%-65%)
• certamente perché per la maggior parte degli insegnanti sono meridionali
In questo quadro nazionale cosa accadrà a Monte Sant’Angelo dal 1° di settembre?
Studenti e famiglie avranno:
• meno ore di scuola;
• meno ore di compresenza e meno insegnamento individualizzato;
• meno visite guidate e viaggi d’istruzione;
• meno vigilanza e sicurezza;
… in compenso però si prevedono più alunni per classe.
Per Monte Sant’Angelo questo attacco al personale della scuola sarà certamente percepito anche nell’economia cittadina e le ripercussioni saranno significative.
Tanti sono i collaboratori, gli assistenti amministrativi i docenti e i dirigenti scolastici che operano nella scuola della provincia così come al nord del Paese.
Per certi aspetti possiamo affermare che noi di monte PRODUCIAMO ED ESPORTIAMO LA SCUOLA.
E’ per noi anche una fonte di reddito importante.
Noi del PD affidiamo alla scuola larghi compiti per la crescita di un Paese civile, democratico e al passo con le sfide dell’economia.
Investire sulla formazione oggi garantisce la crescita dell’uomo e del cittadino, ma anche di una posizione economica più vantaggiosa per il Paese.
Nell’economia globale che è basata sulla conoscenza, lo stato di salute del sistema socio-economico nazionale è legato al tenore delle competenze disciplinari e relazionali acquisiste dalle persone nei percorsi di formazione.
Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida dell’istruzione.
Per affrontarla con successo la crisi occorre assicurare a tutti la padronanza delle conoscenze fondamentali dei saperi linguistici, storici e matematico-scientifici. Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin dall’inizio della scuola primaria.
La crisi economica si combatte investendo sulla formazione e non tagliando
Anche perché i risparmi di oggi saranno i costi di domani.
Alla scuola si chiede di sviluppare l’ Ed alla legalità, l’ed. stradale, alla cittadinanza, l’ed sessuale e alla salute… tutto si chiede alla scuola in termini di informazione e di formazione, ed è opportuno che la scuola svolga questi compi.
E’ pertanto cruciale che questa istituzione e il mondo pedagogico siano messi nelle condizioni migliori per poter assolvere adeguatamente al loro compito.
In un importantissimo convegno della Società Italiana di Pedagogia e dell’Università Di Foggia svoltosi agli inizi del mese di Giugno dello scorso anno proprio a Monte Sant’Angelo i vari pedagogisti che si sono susseguiti (Baldacci, Elio Damiano, Frabboni, Scurati Chiosso) hanno rivendicato alla PEDAGOGIA il compito di avanzare analisi e proposte per una scuola contraddistinta da un’ispirazione pluralista e una logica autonoma.
Invece l’alternanza tra i poli politici ha ribadito ripetutamente logiche e indirizzi contrapposti.
E’ la pedagogia che deve elaborare un progetto-scuola caratterizzato da un proprio autonomo fondamento, indipendente dalle stagioni politiche.
L’autonomia della pedagogia, inoltre, è legata al suo pluralismo, alla sua indipendenza da ogni visione di parte, alla ricchezza e all’articolazione dei suoi paradigmi teorici.
Il PD non vuole fare della scuola il luogo dello scontro politico.
Voglio citare, solo passando, per esempio e senza rivangare sui vari errori politici dell’amministrazione Ciliberti, il fallito tentativo di accorpamento dei due Istituti comprensivi. Un accorpamento deciso e voluto da pochi contro la volontà del personale scolastico oltre che degli utenti, le famiglie.
In Consiglio Comunale il voto risicato della maggioranza è diventato per la Giunta di Ciliberti una questione di “fiducia” verso l’Amministrazione, una questione di vita o di morte. (e su questo gli amici di IdV mi potrebbero dare conferma)
Noi crediamo che il compito della politica è guidare il Paese o una comunità come la nostra coinvolgendo tutti i protagonisti.
Tutte le riforme sono destinate a fallire se non sono precedute da un percorso di condivisione e di coinvolgimento di coloro che sono i destinatari del processo stesso di riforma.
Sul tema della Formazione, in modo particolare sulla scuola superiore, noi del PD ci vogliamo confrontare.
Crediamo che non basta lanciare l’idea di una scuola alberghiera da costruire a Macchia, per rilanciare le sorti della scuola superiore di Monte Sant’Angelo, ma crediamo sia opportuno, cominciando da oggi, aprire un dialogo costruttivo per capire insieme di “quale formazione hanno bisogno i giovani montanari?”
In questi giorni noi del PD, con il segretario Franceschini, stiamo presentando il piano scuola e partiamo da una PETIZIONE POPOLARE, una raccolta di firme per chiedere con forza di poter portare in Parlamento le nostre controproposte che prevedono in parte quanto già ho esposto ma in modo particolare:
VOGLIAMO
• una scuola pubblica di qualità, più autonoma e radicata nel territorio;
• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno;
• una scuola più sicura
INDIVIDUIAMO 5 EMERGENZE:
1. Soddisfare le richeste delle famiglie;
2. Assegnare risorse adeguate;
3. Bloccare l’espulsione di 87000 docenti e 44500 ATA;
4. EDIFICI SCOLASTICI più sicuri;
5. Evitare la chiusura delle piccole scuole.
PROPONIAMO
1. Gli studenti al primo posto: diritto alla studio e successo scolastico;
2. Piano straordinario di aggiornamento dei docenti;
3. Valutazione delle scuole e dei docenti;
4. Personale certo e stabile;
5. Sperimentazione per il miglior utilizzo delle risorse;
6. Riforma della scuola superiore e obbligo di istruzione a 16 anni.
7. Apprendimento per tutta la vita.
8. Stabilizzazione e indennità di disoccupazione per i precari stabilizzare 50.000 docenti e 10 mila ATA per altre due annualità così come era previsto dal precedente governo Prodi , un governo a favore della scuola!
domenica 22 marzo 2009
Poveri scaloni di via Torre dei Giganti.
Per fare mea culpa anche io da piccolo con gli amici della mia "razza dei Cappuccini", allestivamo il falò appena sopra la fontana. Poi ci fu impedito e ci spiegarono che il falò (che tutti noi amiamo) danneggiava la pietra locale di cui sono fatti gli scaloni.
Da quell'anno in poi spostammo il falò in un altro posto.
Come è possibile che nessuno ha visto l'imponenza del falò allestito quest'anno in cima agli scaloni?
Chi ha dato l'autorizzazione?
Quella scalinata, molto bella e fotografata da pellegrini e turisti, è completamente lasciata a se stessa!
Altro che Unesco!
Vi invito a vedere i danni subiti quest'anno ( e anche quelli perpetuati da noi bambini).
Scusate lo sfogo, spero che il prossimo anno si possano impedire altri danni.





