Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

martedì 22 maggio 2012

Un'Amministrazione del tutto legale ma minoritaria.

Analizzando l'esito dei ballottaggi che si si sono svolti in tutta Italia, resta il rammarico per la nostra Monte Sant'Angelo.
La nuova Amministrazione ha raccolto il 41% del 69% degli aventi diritto. Con 3222 voti la "nuova" Amministrazione rappresenterà 13.000 abitanti.
Per avere il senso della situazione faccio un passo in dietro a 5 anni fa, Uniti per Monte con il 58% dei voti vise le elezioni e rappresentò la maggioranza sia in città che in Consiglio Comunale; la lista di Vergura ottennne esattamente la stessa percentuale di Di Iasio di oggi (41,5% del 75% degli aventi diritto con un numero di voti maggiori) si votava con un altro sistema elettorale, come per i comuni con più di 15.000 abitanti.
Oggi "Monte nel Cuore" ha la maggioranza in Consiglio Comunale ma è il frutto di un sistema elettorale adatto a piccoli comuni, piccoli centri e non certo per una città come Monte Sant'Angelo che ha un fervore politico così acceso e partecipato.
Certo questa "vittoria" elettorale, del tutto legittima sul piano legale, porrà la "nuova" Amministrazione di fronte a numerose sfide e dovrà affrontare molti più ostacoli sul piano politico avendo contro il 58% dei montanari.
Probabilmente con un turno di ballottaggio lo scenario politico cittadino non sarebbe questo di oggi, tuttavia per bene della nostra città, mi auguro che la "nuova" Giunta sappia smentirmi e sappia rappresentare le istanze di tutto il 100% dei montanari che si aspettano dalla politica impegno e proposte per la risoluzione dei problemi di tutti.
Auguri al Sindaco Di Iasio e alla sua Amministrazione.

mercoledì 1 giugno 2011

Caro Nichi...



Caro Nichi,
sono i giorni della vittoria e delle soddisfazioni per quello che sta succedendo sullo scenario politico nazionale.


Tutti gioiamo per le grandi vittorie!
Tuttavia noi del centrosinistra che viviamo palcoscenici meno prestigiosi abbiamo bisogno di risposte.


A Monte Sant'Angelo il piano sanitario, sofferto e sottoscritto da noi, ha determinato molti malumori e sta dando la sponda ai movimenti populistici locali, di destra e di sinistra, che cavalcano l'onda del disservizio.


Io sono un dirigente locale del PD, un tuo sostenitore di ieri e di oggi, sono covinto che il protocollo firmato è una soluzione che si può calare nella nostra comunità e che ci ha posto di fronte al senso di responsbilità delle sluzioni "possibili", però oggi occorrono risposte certe e fatti concreti.
In ballo c'è la Tua credibilità.
Noi abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere una logica di governabilità concreta.
Ma oggi sono anche i giorni delle Verità!
A Monte Sant'Angelo abbiamo bisogno di risposte!


Abbiamo bisogno che vengano mantenuti i patti!
Altrimenti il filo di demarcazione che separa le chiacchere dalla concretezza, la governabilità dalla demagogia si spezza miseramente e il sogno s'infrange sulle aride rocce della realtà!
Il mio monito è rivolto con rispetto ed ottimismo, con la franchezza che si deve avere verso le persone care.


Sono sicuro che avrò una risposta personale ma soprattutto una risposta per la mia comunità.
Con stima!
Antonio Rignanese.

martedì 26 aprile 2011

Guerra e/è soldi...




Come si possa passare con tanta sfacciataggine dal baciamani ai bombardamenti.


Eh ma in ballo ci sono i valori di libertà del popolo libico, i diritti cvili della popolazione...


Oggi si incontrano Sarcozy e il nostro magnate Berlusconi. Voi credete che parleranno dei diritti civili della popolazione?


Oppure parleranno di scalate finanzierie? Parmalat.... nomina di Mario Draghi....


Io credo che il voltafaccia, tipico degli speculatori senza scrupoli, sia dovuto esclusivamente ad interessi economici. Il nostro capo Bunga è sicuramente più interessato all'oro nero che al colore bianco della colomba della pace.



Dopotutto tutte quelle armi, missili, aerei... dovranno pur essere utilizzati altrimenti.... sarebbero sol soldi sprecati.... E se quei soldi invece di sprecarli per le guerre li spedessimo per l'arte, la cultura, il lavoro che manca ai giovani???


Si, anche perchè finita Pasqua e pasquetta si torna a parlare del principale argomento all'ordine del giorno di questo governo: i soldi degli amici (ovviamente senza interessi personali...)



Quindi finita la luna di miele con il colonnello libico, scoperto da poco sanguinario affamatori di popoli nonchè oppressore di diritti civili, si passa dal lancio di petali di fiori al lancio dei confetti. Solo che i confetti che andanno a lanciare i nostri aviatori non portano certo dolci notizie ma morte e distruzione.



Probabilmente sono io che non ho capito niente della politica, la real politic... quella che serve... a chi?


domenica 24 aprile 2011

Disoccupati ancora in piazza a Vico

A Vico del Gargano la Pasqua 2011 non è serena per tutti. Questi disoccupati manifestano la loro disperazione intentando uno sciopero della fame e della sete e incatenandosi in piazza. Non so di chi sono le responsabilità di questo disagio sociale ma credo che si debba fare di tutto per garantire un lavoro e un salario dignitoso ad ognuno. Mi auguro che chi assolve a compiti politici possa trovare soluzioni dignitose per queste persone bisognose!

sabato 9 aprile 2011

Come se nulla fosse accaduto

Dalle analisi effettuate lo spiaggiamento dei 7 capodogli dello scorso anno fu quasi certamente dovuto ai sonar delle ricerche petrolifere. I capodogli persero l'orientamento e si arrenarono finendo la loro agonia sulle spiaggie che dal nord del Gargano guardano allo splendore delle Tremiti. Questo è stato già il primo disastro ambientale prodotto da questa gestione politica. E ora autorizzano le trivellazioni senza consultare le forze istituzionale e sociali del territorio!!! Questo governo leghista e affarista continua a considerarci, a cnsiderare ilnostro meridione, solo come territorio da sfruttare. Governo ladro!!!!

martedì 5 aprile 2011

La scuola di Monte Sant'Angelo tagliata dalla Gelmini con meno docenti e meno classi




Si fanno pesantissimi i danni causati dai tagli alla scuola pubblica montanara dalla riforma Tremonti-Gelmini. Alle riduzioni di personale già avvenute negli scorsi anni, oggi si concretizzano danni ancora più disastrosi.


In questi giorni arrivano alle scuole i dati relativi agli organici e al numero di classi per il prossimo anno scolastico e la situazione è a dir poco preoccupante.


Nella scuola primaria del prossimo anno ci saranno meno insegnanti per un perdita di circa 10 docenti. Alla primaria dell’I.C. “Giovanni XXII” ci saranno due insegnanti in meno nel contingente e all’Amicarelli la situazione è analoga, ma i tagli più consistenti li subiremo alla Tancredi dove insieme alla perdita di 7 docenti è prevista la soppressione di 3 classi già avviate e consolidate. Immaginiamo cosa sarà per 3 classi di alunni dover rinunciare alle proprie maestre e ai propri amichetti con i quali hanno già vissuto insieme da tre o quattro anni.


In questo calcolo, stimato per difetto, non sono ancora presenti i tagli per i posti di sostegno e per le insegnanti specialiste d’inglese.


Se questi tagli sciagurati si concretizzeranno a settembre i danni per le scuole primarie di Monte Sant’Angelo non potranno più essere tamponati dall’abnegazione e dal senso di responsabilità delle nostre Maestre.


Prepariamoci a portare i nostri figli in classi che tendono ai 29 alunni, con meno insegnanti per il recupero delle situazioni svantaggiate, meno uscite didattiche, meno inglese, meno informatica, ma soprattutto con un orario scolastico ridotto a 27 ore settimanali contro le attuali 30 ore. Insomma ad una scuola notevolmente impoverita.


La scuola pubblica di Monte Sant’Angelo, come tutta la scuola dell’Italia meridionale, subisce le discriminazioni e le vessazioni di un governo leghista, che solo in parte festeggia i 150 anni dall’unità d’Italia, ma che di fatto ha diviso l’Italia sul piano dei diritti. Questo perché le scuole primarie del nord organizzate, per la stragrande maggioranza, con la mensa e il tempo pieno, hanno l’orario delle lezioni strutturato in 40 ore settimanali e con 2 docenti per classe risentendo pochissimo dei tagli.



Ci auguriamo che come i peggiori inverni finisca subito questo periodo di oscurantismo culturale che sarà ricordato come il Medioevo della scuola pubblica.


Lavoriamo e lottiamo insieme per il Risorgimento!!!

sabato 16 ottobre 2010

E i libri di testo ancora non ci sono!!!!


A un mese dall'inizio delle lezioni restano ancora tanti nodi da sciogliere. Oltre a constatare che gli scuolabus viaggiano con posti vuoti.

Anche quest'anno si sono riscontrati ritardi nella consegna dei libri di testo delle scuole primarie.

A un mese di distanza, per una gara d'appalto vinta già da mesi, ancora intere scolaresche aspettano di ricevere i libri di testo.

Siccome ritengo, per esperienza, che nei capitolati delle gare d'appalto ci siano clausole compromissorie che impongono garanzie e tempi certi di consegna, mi chiedo se l'assessore alla cultura del Comune di Monte Sant'Angerlo è a conoscenze di tali disservizi.

Allo stesso tempo, pur considerando tutte le attenuanti della buona fede, come è possibile che i responsabili degli uffici comunali del settore economato e cultura non prendono iniziativa per garantire la legalità?
Fino a qualche anno fa ogni alunno portava la sua cedola al libraio di fiducia, il quale garantiva anche prima dell'inizio della scuola la consegna del testo. La responsabilità era diretta ed evidente.
Probabilmente nelle intenzioni il nuovo sistema di gestione doveva essere migliore, ma se non si garantisce a tutti gli alunni, ad un mese di distanza, il libro di testo allora qualcosa non funziona.
Spero che chi di competenza prenda le opportune misure di tutela dei diritti degli alunni!
Mi risulta inoltre che anche la consegna dei buoni libro per le famiglie bisognose procede con ritardo.
Saranno i tagli della scure di Tremonti o le inefficienze della nostra Amministrazione, comunque è triste constatare che si va di male in peggio!!!

mercoledì 6 ottobre 2010

Il nostro PD




Quando quelle famose primarie del 14 ottobre sancirono la nascita ufficiale del PD, le nostre asettative erano enormi. Si usava un'altra terminologia:codice etico, rinnovamento, quote rosa, partecipazione, primarie, cumulabilità di incarichi, insomma nello stesso tempo che Obama faceva sognare anche per l'Italia un'altra politica.


A qualche anno di distanza non vi nascondo che tante aspettative si sono ridimensionate, soprattutto a livello locale e provinciale.


Sono molto deluso e trovo difficile capire come mai alle ultime elezioni regionali il Cons. comunale Damiano Totaro e il suo staf facevano votare il PD e il Cons. Regionale Dino Marino.
Allora mi chiedo, quale credibilità può avere questo PD?
Come è possibile che si debba necessariamente raschiare il fondo?

Come possiamo avere credibilità se a Monte Sant'Angelo un'amministrazione ormai rattoppata si appoggia su questi politici dell'interesse che "all'occorrenza" si votano il consigliere regionale referente.
E' normale che in campagna elettorale Dino Marino viene a Monte nel suo comitato elettorale Benestare-Totaro e snobba completamente il Circolo cittadino?

Noi chiediamo i voti genuini per Pasquale Palumbo e loro gestiscono la cosa pubblica.

Ed è per questo che qualche mese fa ho rassegnato le dimissioni dalla dirigenza locale del PD.

Chi tutela la nostra faccia e la nostra credibilità?

Che dice il segretario provinciale di quanto accade?

E allora, o il PD si appropria di quella terminologia fatta di valori e di contenuti, cerca di assolve il ruolo di partito unitario e compatto oppure questo comitato elettorale sarà destinato al fallimento.

Molte volte ho chiesto di prendere ufficialmente le distanze da questo modo di fare, dai trasformismi e dalle ecisioni prese altrove, tante volte ho messo la faccia, ma ora o si cambia passo oppure siamo anche noi come il Pdl.

C'è bisogno di ritrovare forma e soatanza. Modi di essere e di fare.

Metodi e non solo mezzi per conseguire cariche politiche.

Con questo però oggì non mollo, non rinuncio a quanto abbiamo già costruito. C'è ancor tanto da fare.
Lo so che ci vuole tempo, ma la storia ci darà ragione.

Antonio Rignanese

venerdì 12 febbraio 2010

Un'idea di città



Assemblea programmatica del Partito Democratico


Un’intera stagione del centrosinistra montanaro viene ancora ricordata perché è stata in grado di coniugare cultura, idee e idealità, con la concretezza della propria azione amministrativa.


L’obiettivo del Partito Democratico di Monte Sant’Angelo è quello di mettere in campo giovani energie per cominciare un nuovo cammino che possa restituire dignità alla politica, innovandola profondamente.


Per far questo, tuttavia, è necessario ricostruire l’ormai perduto senso di appartenenza, restituendo alla comunità montanara il diritto alla speranza di un futuro migliore.


Vi aspettiamo allora sabato 20 febbraio 2010, alle ore 17.00, presso la Sala Convegni della Biblioteca Comunale per discutere di: "Un’idea di città".




Info: 348.5467023

sabato 16 gennaio 2010

Vendola mi piace, ma questa volta mi schiero per Boccia! (Ovvero comunque vada sarà un successo)



In questi anni di centrosinistra nella Regione Pulia si è respirata un'aria di partecipazione, di attenzione all'ambiente, ai giovani, al sociale. La Puglia ha dimostrato di essere attenta alòle problematiche economiche.
In ...tutti i grandi successi ottenuti Niki Vendola si è dimostrato un grande Governatore, ma in tutte le "battaglie" il "generale" non è mai stato solo.
Sindacati, associazioni, Partito Democratico e tutte le forze che hanno sostenuto il nostro progetto hanno sempre avvalorato tutte le iniziative della giunta.
In questo processo di crescita politica e culturale della Puglia, Niki ha svolto un grande ruolo. A lui deve andare il nostro ringraziamento e la nostra stima.
Oggi però gli orizzonti della partecipazione democratica si devono allargare. C'è bisogno di non perdere di vista l'obiettivo che le forze democratiche del centrosinistra devono perseguire: BATTERE LA DESTRA!!!
In questo processo di allargamento, senza fare dietrologie, ogni singolo, dal semplice militante come me fino ad arrivare al Presidente di Regione, ha l'obbligo di non mancare al senso di responsabilità a cui siamo chiamati.
I personalismi, così come i veti incrociati, non fanno certo bene al progetto politico da elaborare prima per perseguire poi. Tutti insieme. Per questo auspico che tutti gli uomini più avveduti dell'IDV e dell'UDC partecipino alle primare, per dire la propri e per assumersi tutte le responsabilità delle scelte di questi giorni.
Con Boccia, io credo che ci sarà la garanzia del cambiamento nella continuità.
Con Boccia anche le forze moderate (che non sempre lo dimostrano) non avanno più alibi per "buttarsi a destra".
Per questo oggi affermo: "Vendola mi piace ma questa vola mi schiero per Boccia!".
(Ovvero comunque vada sarà un successo)Mostra tutto

giovedì 31 dicembre 2009

Confronto democratico: vinca l migliore.



La politica, quella democratica, è competizione per antonomasia. Competizione di idee e progetti e non solo di uomini e poltrone. Se non c'è il "messia", purtroppo è necessario schierarsi! Noi del centrosinstra non abbiamo "l'unto dal Signore". L'importante è che ci sia lealtà, confronto e rispetto delle parti. E poi vinca democraticamente il migliore.

mercoledì 18 novembre 2009

Il PD GUARDA AVANTI


L’ultimo Consiglio Comunale insieme all’ennesimo fallimento politico del sindaco e di Uniti per Monte, ha aperto per il PD nuovi scenari. Il Consigliere Mario Troiano ha finalmente rotto gli indugi e ha dichiarato di uscire dal gruppo consiliare del PD adducendo motivazioni puerili e meschine per mascherare i trasformistici intenti elettorali per le prossime elezioni regionali.

Chiunque voglia fare altri percorsi politici è libero di farli, ma non deve mancare di rispetto per chi, non senza imbarazzi, ha dovuto spesso giustificare scelte politiche a favore di incarichi di prestigio verso gli elettori che lo hanno eletto nell’Ulivo.

Sarebbe stato più corretto uscire anche dal Consiglio comunale. In fondo il suo mandato gli deriva da elettorio del PD.

“Il PD di Monte non fa opposizione a Ciliberti – ha affermato Mario– per questo esco dal gruppo consiliare”. Ha praticamente detto “siccome non ho fatto nessuna opposizione esco dal Pd”.

Oggi il PD , a differenza di qualche recrudescenza tardo comunista che sta progressivamente scomparendo, non ha motivi per rattristarsi. Non credo che ci mancheranno i loro contributi politici, sono convinto invece che con il prossimo congresso di circolo si apriranno altre e più importanti prospettive.

Con l’uscita dei Troiano il PD si libera di tanti legacci, di veti incrociati e di rancori politici che i DS prima e il PD poi si sono trascinati da anni. Molti intellettuali, ex amministratori e militanti di partito che vedevano un partito “padronale” oggi ci guardano con speranze e aspettative diverse.

E tutto questo dimostra che il PD, anche tra tante difficoltà, qualche risultato lo ha già ottenuto in questi due anni.

Questi “big” della politica montanara, che vivono di politica, quelli che oggi si schifano dei partiti in cui hanno vissuto e che ora invece esaltano i “movimenti politici”, pensano che dietro di loro ci sia il vuoto, affermano che mancano le prospettive di rinnovamento politico, mancano le possibilità di ricambio generazionale. E lo dicono con arroganza e supponenza che è l'atteggiamento stesso che dimostra che è finito il loro tempo. Per Monte Sant'Angelo hanno già dato e per tanti aspetti hanno già avuto.

Io invece penso che le giovani generazioni guidati al dialogo nei partiti strutturati o nell'associazionismo attivo, possono rappresentare il fondamento per salvare il salvabile e ricostruire un tessuto sociale che a Monet Sant’Angelo appare diviso e devastato dai personalismi. Ed è proprio in visione di questa mia ottica costruttiva che vedo positivamente l’ingresso nel PD del Consigliere Pettinicchio, che si propone con lo spirito propositivo di chi vuole dare il suo contributo senza rinunciare al proprio patrimonio ideologico e culturale. Già con l’ingresso di Felice Scirpoli e Pierpaolo d’Arienzo il PD si arricchito dell’importante pilastro della componente socialista.

In questo contesto pluralista oggi il PD è il luogo del dialogo e del confronto, per l'associazionismo che ci incalza e ci sprona, per anime politiche che lo compongono e per i cittadini che vorranno dare il proprio contributo di idee. L'occasione sarà il prossimo congresso di circolo che confermerà un gruppo di lavoro coerente e coeso e saluterà con piacere l'ingresso di nuove componenti.

Antonio Rignanese

giovedì 12 novembre 2009

Semplicemente geniali...

La faccia tosta ha un'altra faccia. ma i ragazzi dell'ARCI di Monte Sant'Angelo sono stati comunque semplicemente geniali .

Con quattro parole ha detto più di cento tabelloni, senza tante congetture e argomentazioni, hanno detto tutto.

Anche perchè tutti sanno di chi e di cosa si parla, di dove e di quando è avvenuto l'arrogante gesto.

Le "facce di culo" chiamando i carabinieri si sono dimostrati anche privi del senso dell'umorismo.

Siete stati grandi, semplicemente geniali.

domenica 1 novembre 2009

Dalla parte del buon senso


Al contrario di quanto affermato su IdM, il PD non si è schierato al fianco di Ciliberti, ma della parte buon senso.
I temi della legalità, soprattutto se sollevati in circostanze di cronaca di un certo rilievo, non si possono e non si debbono abbassare al livello della faziosità politica.
Anzi, questi sono i momenti in cui una comunità civile deve lavorare per UNIRSI.
Certo minimizzare è un errore che un sindaco non può e non deve compiere.
Quello che dobbiamo cercare in questi momenti è l'unità di intenti, dobbiamo fissare obiettivi comuni che non abbiano connotazione politica e diritti di primogenitura.
In ballo non c'è una amministrazione già allo sbando e condannata a se stessa, tantomeno una possibile futura amministrazione, in ballo c'è il futuro di una comunità che purtroppo, per tanti aspetti, stà imparando a convivere con l'illegalità diffusa.
Comprensibile è la "stizza" della società civile e del mondo giovanile, ma credo che oggi più che mai, ognuno possa fare un passo indietro, non inasprire ulteriormente gli animi e porsi nell'atteggiamento di voler creare una PROSPETTIVA COMUNE per il rilancio di una città unita e solidale.
Il PD non scende nella polemica e questo non vuol dire che sposa la linea del sindaco. Si è già avviato un cammino per creare un percorso condiviso (da tutti:partiti, associazioni, istituzioni,...) per raggiungere obiettivi comuni che si possano tradurre in ATTI CONCRETI. Queato cammino non si può e non si deve fare su strade parallele.

venerdì 25 settembre 2009

Troiano ha mollato il PD e si è fatto il suo movimento

SCRITTO DA DOMENICO PRENCIPE

Manovra in vista delle regionali. Rignanese: "Non ti seguo, scelta inopportuna".

Per la serie "a volte ritornano". Donato Troiano torna sul palco, ma con un colpo di scena, da molti previsto: non con il Partito Democratico. Donato ed i suoi "affezionati" hanno deciso infatti di creare un movimento che, a detta di Troiano, per il momento partirà in Capitanata, per espandere poi il raggio d'azione in tutta la regione Puglia, e chissà, ancora oltre. Obiettivo dichiarato: svolgere un ruolo da protagonista alle prossime elezioni regionali. La presentazione del movimento è avvenuta mercoledì 23 settembre, a Monte Sant'Angelo, tra una folta cornice di pubblico, tra sostenitori, oppositori, curiosi e membri degli altri partiti, in particolare da quel partito che così tanto patirà la sua scelta: il PD.
Parte degli uomini di quel PD hanno assistito all'incontro, scuri in volto. Lo si evince anche dall'intervento di un suo ex "allievo", Antonio Rignanese: "Questa volta non ti seguirò, anzi, ritengo questa scelta assolutamente inopportuna. Anche perché devi ricordarti - tuona Rignanese - che se hai raggiunto certi livelli, il merito è anche e soprattutto del partito che ora rinneghi. Penso che questi movimenti accentuino solo i personalismi, che poi conducono a disastri politici come alla Comunità Montana. Per questo i partiti sono importanti, anche perché vanno oltre i localismi". Stizzita la risposta di Troiano, non rivolta a Rignanese, bensì a tutto il Partito Democratico: "Ho assunto una decisione, seguendo la bussola del bene comune, non del vantaggio personale. Avrei potuto fare la battaglia nel mio partito, e forse ottenuto altri incarichi a livello regionale o provinciale. Ma non è questo che mi interessa. Secondo la mia visione IL PD NON C'È PIÙ! Quando un partito deve discutere se il sindaco di un capoluogo deve essere segretario regionale, è assurdo! Quando sento che Emiliano, segretario regionale, si crea una lista sua, penso all'assurdo! È un dramma che ho vissuto in questi mesi. Ma ora non aspetto più!".
La sua avventura politica è cominciata nel PCI. Troiano ha ricoperto il ruolo di Sindaco di Monte Sant'Angelo quasi ininterrottamente dal 1976 al 1990, per cui... come ha affermato lui stesso "ciò che vedete di buono, ma soprattutto quello che va male in questa città, è in buona parte merito e colpa del sottoscritto". È stato poi nominato Direttore Generale del Comune di Manfredonia, per poi assumersi delle responsabilità nel campo della sanità, essendo stato prima Direttore Generale dell'ASL FG2, e poi commissario straordinario. "Nel novembre 2008 mi sono dimesso dall'incarico nell'ASL in quanto non mi sentivo più legittimato. Non sentivo più la protezione del partito, né tantomeno ho avvertito fiducia da parte di Vendola. Mi sono dimesso per questo, con coerenza e dignità, caratteristiche che mi hanno da sempre contraddistinto sia negli incarichi che con il mio ormai ex partito".
"Da allora ho deciso di concedermi un periodo di riposo e di riflessione volutamente solitaria, perché mi consentisse di riflettere. Mi sono convinto che ci troviamo in una fase in cui le comunità locali devono assolutamente sviluppare un sentimento forte: quello della consapevolezza. Il sentimento di appartenenza va alimentato, con soggetti in grado di far vivere la comunità, di dare il proprio contributo. Non mi pare però di aver visto un certo impegno, un certo fervore, al di là delle piccole questioni dell'amministrazione comunale. Mi sono detto con alcuni amici: che fare? Chiudere con la politica o dare un contributo? Abbiamo deciso di tornare, rilanciando un messaggio di bene sociale, di partecipazione. La risposta, spesso, è stata la nascita di movimenti o di liste civiche isolate, a volte senza né capo né coda, finalizzate ad ottenere qualcosa di specifico. Io annuncio, invece quest'oggi, la nascita di un nuovo movimento politico, che parta dalle nostre realtà per proiettarsi poi su scala regionale. Prevediamo l'apertura di circoli di comunità nei vari comuni, per poi creare strutture provinciali e regionali".
Ma le voci che volevano Troiano clamorosamente vicino al centrodestra, circolavano già da un pezzo, per cui la domanda nasce spontanea: questo movimento dove si colloca? "Abbiamo deciso di non scegliere pregiudizialmente lo schieramento. Pensiamo che si debba, volta per volta, aprire un dibattito a livello locale per studiare le varie alleanze. No ad assi preferenziali, né alla politica dei due forni. Vogliamo mettere insieme le varie forze locali per il bene della collettività. Alleanze costruite su programmi, su uomini. Dobbiamo mettere fine alla lotta spietata delle persone! Dobbiamo renderci conto che con questo modo di fare abbiamo arrecato un gravissimo danno alla nostra città: non sono cresciute nuove leve, ma abbiamo lasciato sul campo solo macerie!".
Ecco le prossime mosse in agenda di Troiano: entro un mese, in una conferenza stampa a livello provinciale, sarà presentato il simbolo del movimento ed il sito internet. Poi si punterà a costituire ufficialmente i circoli di comunità: a Monte Sant'Angelo ed a San Giovanni Rotondo ci sono già stati incontri. A Foggia, Manfredonia e Cerignola, Troiano ha segnalato di aver ricevuto già delle adesioni.
Con il PD che gli dichiara guerra, l'Italia dei Valori di Monte Sant'Angelo gli apre uno spiraglio, con il suo segretario Giuseppe Ciuffreda: "Ci auguriamo che questo movimento possa innalzare il livello politico-culturale della nostra città. Bentornato, Troiano!".

mercoledì 23 settembre 2009

Agonia di un'amministrazione .... e di una città!


Il Consiglio Comunale di ieri ha definitivamente sancito il fallimento politico-amministrativo di Uniti per Monte, la lista "civica" che si era proposta come panacea per tutti i mali della città ma che alla luce degli eventi si sta rivelando una vera iattura per la città stessa.

Una lenta agonia di un gruppo variopinto di soggetti senza idee, legati alle deleghe di un sindaco succube dei ricatti incrociati delle due facce del PDL.

Da una parte il consigliere Totaro, mister 601 titolare dello scettro fiammante della destra montanara, dall'altra una schiera di "uomini liberi" paladini del liberismo demagogico farcito soltanto di facciata.

Penstate che per risolvere i problemi del "Galluccio" non è bastato l'Ass.re Ferosi prima e Ciuffreda poi, ora ci vuole una "Commissione di saggi", magari a spese della collettività.

E voi che ci state a fare?

Comunque nel vuoto delle idee, perchè non lo avete fatto prima?

Si mette mano all'aumento delle tasse (addizionale comunale IRPEF) e si scopre anche che molto probabilmente l'amministrazione non rispetta il patto di stabilità.

Sul versante dei "contentini" è stato a dir poco penoso, e per certi aspetti oltraggioso della dignità umana, aver votato Damiano Totaro quale rappresentante di tutti noi nella rovinosa Comunità Montana (leggi ex Comodità Montana), che in due anni ha prodotto solo aria fritta in comune, sicuramente in quel contesto troverà un clima congeniale.


Probabilmente la crisi d'identità estiva potrà trovare la quadratura del cerchio negli "accomodamenti" degli assessori, ma se la città non reagisce la lenta agonia durerà ancora qualche anno.

lunedì 20 luglio 2009

E’ il momento del nuovo centrosinistra.

La presa di posizione di IdV esprime un profondo senso di responsabilità e dimostra che non è più tempo di liste civiche e di uomini soli armati solo di astio verso l'avversario politico.

Il PDL ancora una volta ha dimostrato l'incapacità di amministrare, anche a livello locale, non è la prima volta che la loro amministrazione fallisce miseramente.

Oggi lo scenario politico, da quello provinciale a quello regionale, è cambiato.

Le forze del PDL si sono sempre più radicalizzate sulle posizioni populistiche brunettiane e nordiste della Lega Nord.

Nel Paese c'è oggi una nuova maggioranza che guarda ad una Italia unita. Questa esigenza nasce dal Sud che viene nelle migliori situazioni abbandonato a se stesso da questo governo meneghino che parla sempre più un dialetto lombardo.

Credo che sia arrivato il momento di porre le basi per una nuova assunzione di responsabilità verso Monte Sant'Angelo e verso i problemi della nazione.

E' il momento di ricostruire con IdV un nuovo centro-sinistra. E’ il momento di trovare sia con la sinistra che con l’UDC punti di incontro e obiettivi comuni.

Non c’è più tempo per inseguire le ambizioni politiche personali dei “guru” che hanno dato alla politica e che hanno anche già tanto avuto.

In questo nuovo processo politico le forze più strutturate, e il PD in particolare, possono e debbono svolgere un ruolo fondamentale per costruire una piattaforma programmatica che venga attuata da persone serie e responsabili.

martedì 14 aprile 2009

La scuola di oggi è società di domani


(Relazione al seminario del 7 aprile)

Perché questo titolo? Abbiamo voluto utilizzare questo slogan perché racchiude in se il senso del ruolo che si deve dare al sistema formativo.
In tutte premesse dei programmi ministeriali c’è un filo conduttore comune: la “formazione dell’uomo e del cittadino”
Ma quale uomo e quale cittadino hanno in mente il Min. Tremonti e il Min. Brunetta? E ancora, quale uomo e quale cittadino ha in mente la Gelmini?
Questo governo tende all’essenzializzazione della scuola pubblica a tutto vantaggio della scuola privata.
Il Governo Berlusconi ha iniziato il suo percorso di demolizione della scuola pubblica partendo dall’ all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (Finanziaria estiva) “…nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007/2008.”…“devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. (8 Miliardi di euro)
Stiamo parlando di un provvedimento legislativo di carattere FINANZIARIO che va verso il contenimento della spesa pubblica.
La Gelmini nel suo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prevede in tre anni a partire dal 2009 la riduzione di 87.400 docenti e 44.500di personale ATA.
A partire da settembre 2009, si ridurranno 50.000 unità tra docenti e ATA, si calcola che a 20.000 docenti precari e 15.000 di precari ATA non saranno riconfermati gli incarichi annuali.
Da una parte il governo Prodi prevedeva la stabilizzazione di 150.000 precari (di cui 50.000 immessi in ruolo entro il settembre 2007).
Dall’altra parte riduzione e tagli.
Vedete, la riduzione del numero dei docenti così coma sarà attuata, non è un problema esclusivamente sindacale, ma è fondamentalmente un problema didattico e pedagogico.
Ridurre il numero di insegnanti significa modificare radicalmente l’assetto organico con conseguenze gravi sulla CONTINUITA’ dell’insegnamento. Il cambiamento strutturale non sarà progressivo, ma coinvolgerà tutte le classi anche quelle intermedie.
Si alimenta così l’instabilità a scapito della qualità del servizio.
In questi giorni nella scuola si vive un clima di precarietà e di disagio diffuso, i docenti controllano le graduatorie d’istituto dei perdenti posto, partono ricorsi, si sfoderano le 104, vere e presunte, lo stesso accade per il personale ATA, e questo avviene in quasi tutte le scuola d’Italia.
I perdenti posto vivono ore di crisi esistenziale e di incertezza.
Questo disagio, che mette tutti contro tutti, si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dell’insegnamento.
L’attacco alla scuola pubblica, mediatico prima e normativo poi, parte con l’operazione nostalgia che evoca il “maestro unico”. Ci ricordiamo ancora la telefonata in diretta a Porta a Porta della maestra della Gelmini. Si parla di grembiulino obbligatorio, il voto in condotta, …solo fumo negli occhi.
Si diffondono false informazioni:”Perché pagare tre maestri quando ne basta uno?”
Come insegnanti di scuola elementare siamo stati messi sul banco degli imputati e additati come coloro che vanno a scuola per passare tempo (…tre insegnanti per classe? …ma che fanno?). Come coloro che sono i fannulloni che rubano lo stipendio.
Si da inizio ad una pseudo riforma, anzi ad una “manutenzione” della scuola, così come loro stessi l’hanno indicata, con un decreto legge.
Il DL 137 che introduce il maestro unico, tra le altre novità, tratta gli insegnanti e la scuola allo stesso modo dei teppisti allo stadio. L’utilizzo del decreto legge se può essere utile per affrontare l’emergenza come ad esempio la “violenza negli stadi” e per modificare tutto e subito (esautorando il Parlamento), non è certo lo strumento migliore per agire in un contesto così complesso come quello della scuola.
Come se la scuola lasciata da Fioroni fosse una emergenza nazionale!
Questo decisionismo, che vuole dimostrare efficienza ed efficacia, non tiene minimamente conto del mondo pedagogico e accademico della scuola, non tiene minimamente conto del più moderno e accreditato pensiero psico-pedagogico.
La legge 148/’90 che introdusse il modulo nelle scuole elementari era stata preceduta da un triennio di sperimentazione. Si consideravano i bisogni formativi alla luce dei recenti “Programmi didattici“ del ’85 (scaturiti dalla commissione Fassino).
Le ragioni erano squisitamente pedagogiche.
Io sono entrato nel ’91 nella scuola elementare, contestualmente ai moduli, ricordo ancora la difficoltà di alcuni e l’entusiasmo di altri colleghi più anziani a lavorare per classi aperte, per gruppi e in compresenza.
Si ampliava l’offerta formativa, si aumentava il tempo scuola, si superava la figura dell’insegnante tuttologo.
Si usciva dalla “monade della classe” e si dava agli stessi insegnanti la possibilità di crescere, di sviluppare le proprie propensioni e attitudini (ambito Matemato-Sc; Linguistico; Antropologico).
Gli insegnanti dal confronto, dallo scambio di esperienze e di idee, nel modulo ottenevano, e per fortuna ancora si ottiene, quella formazione in itinere che porta al sapere, al saper fare e saper essere insegnante.
Sul maestro unico si potrebbero citare tante dichiarazioni sindacali ma il problema non è sindacale, si potrebbero snocciolare cifre e classifiche sulla nostra scuola elementare che ci viene invidiata e copiata in tante parti del mondo.
Ma credo sia importante citare un ordine del giorno delle maggiori Associazioni Pedagogiche italiane come la Siped – Società italiana di pedagogia; Sird – Società italiana di ricerca didattica; Cirse – Centro italiano di ricerca storico-educativa, Siref – Società italiana di ricerca educativa e formativa; che in un documento congiunto esprimono tutta la loro contrarietà alla figura del maestro unico.
Con il ritorno al maestro unico si vorrebbe incarnare l’UNITARIETA’ dell’insegnamento nella figura unica di riferimento.
Di contro si evidenzia:… “Il modulo organizzativo della scuola primaria…… prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti stessi un progressivo approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed è stata dunque una misura che è andata nella direzione di un irrobustimento dell’alfabetizzazione di base, oltre a garantire una pluralità di punti di vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella molteplicità delle sue forme.”
….Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che risulta invece arricchita dall’attuale pluralità di figure.”
“…Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la preparazione specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e quindi rendere più fragile ed incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi. Il tenore complessivo delle competenze realizzate dagli alunni nel corso della formazione scolastica verrebbe inevitabilmente a soffrirne. In prospettiva, il capitale intellettuale prodotto dal nostro sistema scolastico tenderebbe a diminuire, e con esso la competitività socio-economica del nostro Paese.”
(Invece si vuole tornare al classico Leggere, Scrivere e Far di conto)
Concludono “…Le associazioni pedagogiche chiedono, perciò, al Governo un serio e accurato ripensamento in merito alla questione della pluralità dei docenti nella scuola primaria.”
Un analogo parere è stato espresso dal CNPI
Dopo ampia motivazione esprime la più netta contrarietà anche il CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, nell’ Adunanza del 12 febbraio 2009, sullo schema di regolamento del Min. Gelmini.
Voglio solo citare le conclusioni:
“Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal DPR 275/99.” (LEGGE SULL’AUTONOMIA delle Ist. Scolastiche varata dal centrosinistra)
“Il CNPI rileva come il Regolamento, nel prospettare un’ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover riorientare le scelte e riorganizzare l’offerta.
Il CNPI ritiene, infine, che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:
• compromette l’efficacia dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione;
• lede la dignità dell’istituzione scolastica pubblica
• non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull’intero territorio nazionale. “

Ma se non sono state recepite tutte le istanze dei sindacati, del mondo scolastico (ricordo lo sciopero del 30 ottobre scorso, io c’ero e con me milioni di persone), e del mondo Accademico e Pedagogico, COME HANNO RISPOSTO LE FAMIGLIE alla luce della chiusura delle iscrizioni avvenute il 28 febbraio scorso?
QUALI SONO STATE LE LORO RICHIESTE, LE LORO ESIGENZE?
Considerato che a un mese di distanza non ci sono ancora dati ufficiali in merito -pubblicizzati e sbandierati- dal Ministero (il sintomo è che i dati sono a dir poco imbarazzanti), dai risultati emersi dalle iscrizioni, pare che il 56% delle famiglie ha chiesto le 30 ore e il 34% le 40 ore settimanali CON IL TEMPO PIENO, e soltanto il 3% ha scelto il modello breve a 24 ore settimanali.
Le famiglie bocciano in modo inequivocabile la riforma del maestro unico e la riduzione delle ore di lezione volute dal Governo.
Le famiglie hanno chiaramente bocciato la Gelmini.
C’è da chiedersi inoltre, visti gli impegni assunti dal premier per il tempo pieno, come faranno a garantire almeno 3500 classi a 40 ore con due insegnanti, occorrerebbero altri 7000 maestre?
Sarà però difficile assicurare al 90% delle famiglie il tempo prolungato senza ridurre i tagli previsti dalla Finanziaria. Noi del PD ci proviamo.
Come faranno i Comuni, sui quali si riversano i costi della scuola di base, a garantire le mense?
A Monte Sant’Angelo le tre scuole di base, hanno chiesto al Sindaco la mensa per la scuola primaria, ma tutti sappiamo che sarà solo una pia illusione!
Quest’anno l’amministrazione ha aumentato il costo del buono mensa a carico delle famiglie di circa il 50% e ha ridotto il numero dei giorni di erogazione del servizio mensa della scuola dell’infanzia.
Mi viene molto difficile immaginare che si possa portare il tempo pieno di 40 ore anche a Monte Sant’Angelo.
In questi giorni il quadro dei tagli sulla scuola si va definitivamente completando anche per la scuola media e per la scuola superiore.
Oggi il governo Berlusconi sta ponendo in essere un attacco frontale mirato e ideologico.
E’ un attacco mirato e ideologico verso il personale scolastico:
• perché gli insegnanti con la loro formazione umanistica hanno un orientamento politico di centro sinistra;
• perchè per la maggior parte donne; (99%-97%-65%)
• certamente perché per la maggior parte degli insegnanti sono meridionali
In questo quadro nazionale cosa accadrà a Monte Sant’Angelo dal 1° di settembre?
Studenti e famiglie avranno:
• meno ore di scuola;
• meno ore di compresenza e meno insegnamento individualizzato;
• meno visite guidate e viaggi d’istruzione;
• meno vigilanza e sicurezza;
… in compenso però si prevedono più alunni per classe.
Per Monte Sant’Angelo questo attacco al personale della scuola sarà certamente percepito anche nell’economia cittadina e le ripercussioni saranno significative.
Tanti sono i collaboratori, gli assistenti amministrativi i docenti e i dirigenti scolastici che operano nella scuola della provincia così come al nord del Paese.
Per certi aspetti possiamo affermare che noi di monte PRODUCIAMO ED ESPORTIAMO LA SCUOLA.
E’ per noi anche una fonte di reddito importante.
Noi del PD affidiamo alla scuola larghi compiti per la crescita di un Paese civile, democratico e al passo con le sfide dell’economia.
Investire sulla formazione oggi garantisce la crescita dell’uomo e del cittadino, ma anche di una posizione economica più vantaggiosa per il Paese.
Nell’economia globale che è basata sulla conoscenza, lo stato di salute del sistema socio-economico nazionale è legato al tenore delle competenze disciplinari e relazionali acquisiste dalle persone nei percorsi di formazione.
Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida dell’istruzione.
Per affrontarla con successo la crisi occorre assicurare a tutti la padronanza delle conoscenze fondamentali dei saperi linguistici, storici e matematico-scientifici. Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin dall’inizio della scuola primaria.
La crisi economica si combatte investendo sulla formazione e non tagliando
Anche perché i risparmi di oggi saranno i costi di domani.
Alla scuola si chiede di sviluppare l’ Ed alla legalità, l’ed. stradale, alla cittadinanza, l’ed sessuale e alla salute… tutto si chiede alla scuola in termini di informazione e di formazione, ed è opportuno che la scuola svolga questi compi.
E’ pertanto cruciale che questa istituzione e il mondo pedagogico siano messi nelle condizioni migliori per poter assolvere adeguatamente al loro compito.
In un importantissimo convegno della Società Italiana di Pedagogia e dell’Università Di Foggia svoltosi agli inizi del mese di Giugno dello scorso anno proprio a Monte Sant’Angelo i vari pedagogisti che si sono susseguiti (Baldacci, Elio Damiano, Frabboni, Scurati Chiosso) hanno rivendicato alla PEDAGOGIA il compito di avanzare analisi e proposte per una scuola contraddistinta da un’ispirazione pluralista e una logica autonoma.
Invece l’alternanza tra i poli politici ha ribadito ripetutamente logiche e indirizzi contrapposti.
E’ la pedagogia che deve elaborare un progetto-scuola caratterizzato da un proprio autonomo fondamento, indipendente dalle stagioni politiche.
L’autonomia della pedagogia, inoltre, è legata al suo pluralismo, alla sua indipendenza da ogni visione di parte, alla ricchezza e all’articolazione dei suoi paradigmi teorici.
Il PD non vuole fare della scuola il luogo dello scontro politico.
Voglio citare, solo passando, per esempio e senza rivangare sui vari errori politici dell’amministrazione Ciliberti, il fallito tentativo di accorpamento dei due Istituti comprensivi. Un accorpamento deciso e voluto da pochi contro la volontà del personale scolastico oltre che degli utenti, le famiglie.
In Consiglio Comunale il voto risicato della maggioranza è diventato per la Giunta di Ciliberti una questione di “fiducia” verso l’Amministrazione, una questione di vita o di morte. (e su questo gli amici di IdV mi potrebbero dare conferma)
Noi crediamo che il compito della politica è guidare il Paese o una comunità come la nostra coinvolgendo tutti i protagonisti.
Tutte le riforme sono destinate a fallire se non sono precedute da un percorso di condivisione e di coinvolgimento di coloro che sono i destinatari del processo stesso di riforma.
Sul tema della Formazione, in modo particolare sulla scuola superiore, noi del PD ci vogliamo confrontare.
Crediamo che non basta lanciare l’idea di una scuola alberghiera da costruire a Macchia, per rilanciare le sorti della scuola superiore di Monte Sant’Angelo, ma crediamo sia opportuno, cominciando da oggi, aprire un dialogo costruttivo per capire insieme di “quale formazione hanno bisogno i giovani montanari?”
In questi giorni noi del PD, con il segretario Franceschini, stiamo presentando il piano scuola e partiamo da una PETIZIONE POPOLARE, una raccolta di firme per chiedere con forza di poter portare in Parlamento le nostre controproposte che prevedono in parte quanto già ho esposto ma in modo particolare:
VOGLIAMO
• una scuola pubblica di qualità, più autonoma e radicata nel territorio;
• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno;
• una scuola più sicura
INDIVIDUIAMO 5 EMERGENZE:
1. Soddisfare le richeste delle famiglie;
2. Assegnare risorse adeguate;
3. Bloccare l’espulsione di 87000 docenti e 44500 ATA;
4. EDIFICI SCOLASTICI più sicuri;
5. Evitare la chiusura delle piccole scuole.

PROPONIAMO
1. Gli studenti al primo posto: diritto alla studio e successo scolastico;
2. Piano straordinario di aggiornamento dei docenti;
3. Valutazione delle scuole e dei docenti;
4. Personale certo e stabile;
5. Sperimentazione per il miglior utilizzo delle risorse;
6. Riforma della scuola superiore e obbligo di istruzione a 16 anni.
7. Apprendimento per tutta la vita.
8. Stabilizzazione e indennità di disoccupazione per i precari stabilizzare 50.000 docenti e 10 mila ATA per altre due annualità così come era previsto dal precedente governo Prodi , un governo a favore della scuola!

giovedì 20 novembre 2008

Serie riflessioni per il PD


I casi Villari - Latorre impongono serie riflessioni.

Il PD a mio avviso è stato considerato da alcuni ignobili navigatori politici come "terra di conquista" o se vogliamo come un grosso contenitore all'interno del quale ognuno si può ricavare il proprio spazio da "protagonista".

Così accade che Villari si vende al miglior offerente, e meglio del cavaliere ad offrire non c'è nessuno. Se lo abbia fatto per soldi o per puro protagonismo, non ci è dato sapre, tuttavia è chiaro che la "poltrona" deve essere veramente comoda.

E che dire di Latorre: "Non ho parole...".
Certo il comportamento dei dipietristi non è mai stato tenero nei confronti del PD, ma da qui a passare le risposte a chi pota la causa del berlusca...

Questi casi così eclatanti a livello nazionale dimostrano che noi a Monte Sant'Angelo siamo sempre dei precursori.

C'è bisogno di serie riflessioni, ma anche di coerenza e soprattutto di regole certe.

In fondo non è necessario dire per forza sono del PD.
Villari, passata la bufera elettorale, potrebbe benissimo contattare Mastella e chiedergli si si sta organizzando per il futuro oppure affermare candidamente che ha fatto il salto della qualglia.
Così pure Latorre potrebbe benissimo mettersi in un cantuccio e fare "qualche annetto di vergona", non chiedo molto ma che almeno non vada in tv a nome mio!
Quanto a quello che succede a casa nostra, incomincio a chiedermi se è veramente necessario lavorare per il "non uno di meno".
Forse bisogna incominciare a prendere le distanze.

venerdì 7 novembre 2008

Alla ricerca della verità

La verità assume sempre più spesso un carattere soggettivo, relativo e strumentale.Per qualcuno, forse anche in buona fede, basta convincersi di avere la verità in tasca per assumere atteggiamenti di arroganza e di supponenza.Come giudicare il manifesto pubblicato da alcuni incauti amministratori locali in merito alla soppressione di una scuola?Un altro abbaglio o se volete un altro svarione!!!

Il miraggio della verità visto nel deserto delle idee.
Salvando la buona fede però si va in contro all’incapacità di eseguire semplici calcoli.
Così accade che due dirigenti (un preside e un segretario) non vengono contati.
Allo steso modo da 13 docenti della Giovanni XXIII se ne contano solo 10.
E che dire per il numero di docenti: con 51 alunni di prima occorrono 3 maestri, mentre per i 51 alunni di quinta ce ne vorranno 5.
Perché non si calcola il numero delle classi che si formeranno in prospettiva con l’accorpamento? Perchè non si calcola anche per le scuole medie?
Oggi con 51 alunni di prima ci sono 3 classi, con l’unificazione se ne formeranno 2: una di 25 alunni e l’altra di 26. Questo calcolo al ribasso si amplificherà a tutti i livelli, dalla prima elementare alla terza media.
Meno classi ma più numerose. Tutti sappiamo che l’aumento del numero di alunni per classe è inversamente proporzionale alla qualità della didattica e all’individualizzazione dell’insegnamento.
Facciamo un esempio concreto: oggi la Tacredi ha 93 alunni in 5 classi quinte, l’Amicarelli ne ha 15 in una classe e la Giovanni XXIII ne ha 38 in 2 classi, per un totale di 146 alunni in 8 classi.
Con 146 (dividendo per 25 alunni per classe) si potranno formare 6 classi di prima media.
Oggi con 160 alunni di prima media (94 e 66) ci sono 8 classi (5 e 3), con l’accorpamento se ne sarebbero fatte al massimo 7. Con una classe in meno di scuola media si perde una cattedra di lettere e così si perdono cattedre orarie di matematica…
I nostri “Tre Moschettieri” concludono affermando la loro ottimistica verità che prevede l'aumento di 2 posti da insegnannte.
Io invece, facendo una stima ottimistica, prevedendo che non si perderanno posti di docenti (stima molto ottimistica!!!), propongo la mia verità:
VARIAZIONE
-2 Dirigenti
-1 assistente
-1 collaboratore
Totale
– 4 posti di lavoro.